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SQUILLACE (CZ) – CONTRATTAZIONE, MERCURIO PRENDE LA DISTANZE DA MUCCARI


Squillace, il municipio

Netta presa di posizione del vice sindaco rispetto alle affermazioni con cui il primo cittadino aveva accusato i dipendenti comunali di essere responsabili quanto i politici

di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud)

SQUILLACE (CZ) – 11 DICEMBRE 2017 – «Non condivido assolutamente le affermazioni riferite ai dipendenti e collaboratori comunali».

E’ una chiara presa di posizione quella del presidente del consiglio comunale di Squillace Paolo Mercurio, che fa parte del gruppo di maggioranza, in merito alle considerazioni esplicitate dal sindaco Pasquale Muccari nei confronti dei dipendenti comunali.

La vicenda riguarda il decreto emesso dal giudice del lavoro del Tribunale di Catanzaro che definisce antisindacale la condotta del Comune di Squillace per aver omesso di convocare le organizzazioni sindacali  abilitate per la sottoscrizione del contratto collettivo decentrato definitivo relativo agli anni 2015 e 2016, e per aver omesso di avviare le trattative relativamente a quello relativo all’anno 2017.

In seguito alle critiche elevate da alcune forze politiche, il sindaco Pasquale Muccari aveva risposto con alcune dichiarazioni alla stampa e con una lettera indirizzata proprio ai dipendenti comunali, definendoli «responsabili quanto i politici», con esplicito riferimento alla presunta corresponsabilità circa la situazione di dissesto delle finanze comunali.

Mercurio, in una lettera inviata a tutti i dipendenti comunali, ora sostiene che «le argomentazioni che sottendono alle affermazioni del sindaco rispetto alla loro corresponsabilità derivano, a mio parere, da riflessioni non suffragate da riscontri di certezza».

Ma, oltre al bastone, Mercurio usa la carota, aggiungendo che la mancanza di serenità di giudizio deriva dal fatto che «il sindaco e l’intera compagine amministrativa, sin dall’inizio della legislatura, vivono con una forte tensione ideale e con grande sofferenza la situazione economica del nostro comune, così come ereditata». Poi di nuovo: «non si possono disconoscere i diritti alle premialità sulla produttività che derivano da accordi contrattuali e che semmai possono essere graduati alle rese opportunamente valutate per ciascuno dei dipendenti».

Ma, puntualizza Mercurio, «i processi di valutazione appaiono carenti nel nostro comune, che è privo di un organo indipendente di valutazione per ciò che concerne l’erogazione dei premi di produttività e delle indennità di risultato».

Confermando poi la stima nei confronti dei dipendenti, il presidente del consiglio comunale conclude con il ribadire che «probabilmente il giudizio del sindaco sul vostro operato sia più frutto di una reazione politica ad attacchi anche ingenerosi e di consigli inappropriati, e non già una presa di posizione che si prefigge di denigrarvi».

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