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SQUILLACE (CZ) – ACQUA NON POTABILE, OPPOSIZIONE “CHIAMA IN CAUSA” L’ASP


Consiglieri Mauro, Scicchitano e Lioi hanno chiedono quali iniziative siano state adottate in merito all’ordinanza del sindaco che ha vietato l’uso nel centro storico

di Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) –  12 APRILE 2016 –  Conoscere quali sono le iniziative che si sono poste o che si intendono porre in essere in merito all’ordinanza con cui il sindaco di Squillace ha disposto il divieto dell’uso dell’acqua pubblica nel centro storico limitandone l’utilizzo ai soli scopi igienici.

Lo chiedono i consiglieri comunali di opposizione Ruggiero Mauro (Aria Nuova), Franco Scicchitano (RiViviamo Squillace) ed Enzo Lioi (Indipendente) in una lettera che, assieme a copia dell’ordinanza, hanno inviato a Francesco Catricalà, direttore del  Servizo Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’Asp di Catanzaro che ha sede a Soverato,  e per conoscenza al Prefetto di Catanzaro e al comandante la stazione carabinieri di Squillace.

«Il Sindaco di Squillace – dicono i tre nella missiva-  in data 17 marzo 2016, ha emesso ordinanza della quale l’abbiamo edotta per via telefonica e per posta elettronica. Ad oggi vige, ancora, l’obbligo per l’intera comunità di Squillace Centro dell’utilizzo “per i soli scopi igienici” dell’acqua erogata dall’acquedotto comunale e, a quasi un mese di distanza, non si è conoscenza di eventuali controlli da parte di codesto ente».

Mauro, Scicchitano e Lioi ritengono «ragionevole pensare che l’acqua venga, comunque, utilizzata per la preparazione di alimenti e bevande o per altri usi domestici». In particolare, nella lettera i tre esponenti dell’opposizione pongono l’accento sulle «numerose le lamentele a noi giunte da parte sia di privati cittadini che di operatori economici nel settore alimentare e dei genitori degli alunni delle scuole dove opera la mensa scolastica giustamente allarmati perché l’acqua potrebbe essere utilizzata per la preparazione di alimenti e bevande».

A chiosa del messaggio Mauro, Scicchitano e Lioi sottolineano come la «“qualità dell’acqua destinata al consumo umano” è disciplinata dal Decreto Legislativo n.31 del 2001, che recepisce la Direttiva 98/83/CE, e che si applica a tutte le acque destinate all’uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, sia in ambito domestico che nelle imprese alimentari, a prescindere dalla loro origine e tipo di fornitura. La dizione “qualità dell’acqua destinata al consumo umano” implica, oltre all’uso potabile, anche il contatto dell’acqua con il corpo umano durante le varie pratiche di lavaggio, tenendo conto sia della popolazione media, adulta e sana, che delle fasce sensibili quali bambini, anziani ed ammalati».

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