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SOVERATO, TEATRO DEL GRILLO: UNA STAGIONE AD ALTO GRADIMENTO


Prima di andar via, il testo di Gili, chiude la stagione 2019 confermandosipunto di riferimento per la proposta culturale di un vasto territorio

di REDAZIONE

SOVERATO (CZ) – 19 MARZO 2019 – Quale migliore occasione per ritrovarsi se non riuniti intorno a una tavola da pranzo?

Si parla del pi e del meno, come in ogni famiglia; dei viaggi, di paesi esotici, degli studi non terminati di Elena, la figlia maggiore (Vanessa Scalera), indecisa se portare il figlio allasilo comunale o privato. Poi c Marta (Silvia Siravo) che lasseconda anche se spesso non condivide ci che dice. La madre (Michela Martini), ossessiva per qualsivoglia problema di salute, basta che il figlio Francesco (Filippo Gili, anche autore del dramma) dica che la gamba gi dolorante gli duole ancora per consigliare addirittura una risonanza magnetica.

E a capotavola il pap (uno straordinario Giorgio Colangeli), premuroso e caloroso che tutto sovrintende e controlla. Chi se ne sta in silenzio proprio il figlio, fino a quando dirompe con una gelida confessione: Domattina io non sar pi vivo.

Tutto ruota intorno a questa frase, faticosamente espulsa dalle labbra e pacatamente pronunciata. Non affida a un biglietto la sua decisione, ma confessa e spiega a voce, Francesco, la sua lucida scelta; vedovo alle prese con un dolore che brucia, annienta ogni voglia di esistere.

Una rivelazione che come un macigno sconvolge tutti gli equilibri familiari. In primis, segue una reazione di chiusura e rifiuto, poi il terrore e infine lesplosione della rabbia.

Il silenzio piomba inesorabile: la madre riassetta la tavola, Elena e Marta rimangono in silenzio, il padre cerca di creare un dimezzamento del dolore del figlio, fino a farlo meditare che non il primo a rimanere senza moglie e che incontrer unaltra persona con cui rifarsi una vita.

Lo sconforto della madre, che si fa sempre pi piccola e muta, che si aggrappa al corpo del figlio per trattenerlo. L’irruenza della sorella maggiore che minaccia e offende, la comprensione della minore, l’unica pronta (forse) a dire addio.

Un crogiolo di emozioni contrastanti, stridenti: la vita, la morte, l’egocentrismo, la libert, la famiglia, la sofferenza, il suicidio. Il tutto vissuto attraverso un gioco di sguardi e silenzi che tiene il pubblico dentro la scena, lo induce a condividere le emozioni dei personaggi, tanto da farsi carico delle domande e dei dilemmi che li travolgono.

Questo grazie anche allattenta regia, quella di Francesco Frangipane che riesce a dosare pause e ritmo. Lapplauso degli spettatori conferma la sua scelta.

E alla fine non c pi la tavola imbandita, ma solo le sedie, i commensali e una sedia vuota, nella speranza che, chissla vita e gli affetti familiari prevalgano sul gesto estremo.

E il finale aperto del bellissimo e drammatico testo di Filippo Gili che chiude la ricca stagione 2018 – 19 del Teatro del Grillo di Soverato denominata Risplende la prosa Un amore di teatro.

Lalto gradimento del pubblico, raccolto a fine rappresentazione, suggella un risultato in grado di confermare lalto livello del cartellone che nel corso degli anni ha fatto della stagione del Grillo un punto di riferimento per la proposta culturale di un vasto territorio.

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