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SOVERATO, TEATRO DEL GRILLO: GIÙ IL SIPARIO SULLA RASSEGNA


Ultimo appuntamento domenica prossima con “Prima di andar via” di Filippo Gili per la regia di Francesco Frangipane

di REDAZIONE 

SOVERATO (CZ) – 12 MARZO 2019  – Cala il sipario sulla stagione del “Teatro del Grillo”.

L’ultimo spettacolo in programma è “Prima di andar via” di Filippo Gili per la regia di Francesco Frangipane.

Il prossimo 17 marzo, ore 17:00 e 20:45, in scena ci saranno Giorgio Colangeli, Filippo Gili, Michela Martini, Vanessa Scalera e Silvia Siravo

Una bella famiglia unita. Una normale famiglia felice. Unatranquilla cena familiare che si trasforma in tragedia acausa di un inaspettato annuncio. Cinque personaggi che si fronteggiano come pugili su un vero e proprio ring. Un figlio che affonda il primo colpo. Inaspettato. Impensabile. Padre, madre e sorelle che accusano il colpo, un colpo tremendo che va a segno.

E barcollano, arrancano, indietreggiano fino all’angolo, cercano di riprendersi e reagiscono, lo attaccano, lo scuotono, ma senza riuscirea colpirlo.Una notte drammatica dove, colpo su colpo, siconfrontano/scontrano padre e figlio, madre e figlio, sorellee fratello in un viaggio ora violento ora tenero nelle millesfumature della psiche e dell’animo umano.

Note di regia

Prima di andar via rappresenta la prima tappa di un intenso percorsodrammaturgico e teatrale in cui si vogliono affrontare grandi temiuniversali, come la vita e la morte, il destino e il libero arbitrio.

Qui la morte viene vista come possibilità di salvezza e il protagonista la invoca in nome della libertà e della volontà di poter essere artefice del proprio destino, assumendosi la responsabilità degli effetti devastanti che questa scelta provocherà nelle dinamiche sociali, e in particolare nel luogo in cuisi è scelto di focalizzare l’attenzione: la famiglia. Un microcosmo che ci permette, proprio grazie alla riconoscibilità di situazioni familiari quotidiane, di predisporre il pubblico ad unmeccanismo automatico d’immedesimazione e di catarsi.

Tutto ciòfacilitato da un’idea di allestimento che vuole tenere il pubblico dentro la scena, che accompagna lo spettatore per mano dentro la storia stessa e lo induce a condividere le emozioni dei personaggi, tanto da farsi carico delle domande e dei dilemmi che travolgono i protagonisti.

Note dell’autore

Dirompe l’amore, in questa piece che ho scritto. Rompendosi violentementeun sentimento, e più diabolicamente un’affettività. La famiglia ne esce con le ossa rotte, ma in piedi.

Il tormento di un uomo solo mantiene salde le sue ossa, ma rimane a terra. E’ la storia di una notte drammatica, dove le colluttazioni che legano padri madri e figli, sembrano il rovesciodi una vita intera, un istante sempre possibile nel mare magnum del silenzio.Tutto, tutto, girando sempre intorno a un Ego che non si dissolve mai: e nonostante l’impensabile, l’incredibile, l’ignoto, si presenti a cena…

Recensioni

“Uno dei drammi contemporanei più ispirati e snervanti cui ci sia capitato d’assistere negli ultimi dieci anni, […]”

(R. Di Giammarco. La Repubblica)

“[…] uno spettacolo recitato da attori magnifici, che non sbagliano una sfumatura […]La dinamica che unisce e divide i cinque mèmbri della famiglia dopo questa amara rivelazioneè di una delicatezza e di una ricchezza (di non detti) che dire infrequente è poco.”

(Franco Cordelli, Il Corriere della Sera)

“…Ci sono delle sere in cui ricordi la ragione perché ogni sera continui ad andare a teatro. La regia geometrica di Francesco Frangipane scolpisce i movimenti sottili del testo in una serie di quadri che colpiscono per verità.”

(Katia Ippaso, Gli Altri)

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