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SOVERATO, PARTE FORTE LA RASSEGNA TEATRALE CON FRANCESCO PANNOFINO


Attore ligure in scena con il suo collaudato staff per la commedia “Bukorosh, mio nipote”, scritta da Gianni Clementi e diretto da Claudio Boccaccini

Articolo e foto di Gianni ROMANO

SOVERATO (CZ) –  6 DICEMBRE 2018 –  Parte subito forte la rassegna teatrale voluta dall’amministrazione comunale grazie al consigliere con delega alla cultura Emanuele Amoruso e al dirigente di settore Paola Grande.

In scena un grande Francesco Pannofino e il suo collaudato staff per la commedia, ”Bukorosh, mio nipote,”  scritto da Gianni Clementi e diretto da Claudio Boccaccini, come il precedente, I suoceri albanesi, di cui quest’opera rappresenta il sequel ideale.

Ottima come sempre l’accoglienza in teatro  curata dagli studenti dell’istituto alberghiero di stato di Soverato. Uno spaccato di vita giornaliera, rotta però da una serie di imprevisti che spesso la vita ci regala, il capofamiglia impegnato in politica mentre una giovanissima figlia è incinta e fresca di matrimonio con un albanese.

Un interno medio borghese con un dècor sobrio che ospita al centro un divano attorno al quale si dipana l’azione drammaturgica interrotta dal “buio” per i cambi scena sì da creare un insieme di “quadri” sulla famiglia, sul rapporto genitori-figli, sull’amicizia, l’amore, la sessualità, la fede, la diversità, l’integrazione, tutto si svolge all’interno della casa paterna, dove di prassi  la convivialità è presente.

Ma in questo caso si intreccia con situazioni al limite, un ritmo alto, serrato e con battute che hanno fatto si che il teatro pieno in ogni ordine di posti applaudisse convinto, bravi tutti gli interpreti ognuno nel suo credibile ruolo.

Un ritratto di famiglia? Certo. Ma non solo, in questa commedia vengono fuori pregiudizi e timori, amori e luoghi comuni. Grande Francesco Pannofino nel ruolo di Lucio, deputato progressista che si fida e affida la sua nuova campagna elettorale (che si rivelerà perdente) a Corrado, invadente e simpatico vicino di casa, colonnello in pensione, omosessuale, che millanta di essere stato lo spin doctor di Putin!

Andrea Lolli ne fa un ritratto costruito intorno all’espansione del proprio ego ma è solo una corazza che serve a nascondere la sua fragilità e le tante delusioni d’amore. Esilaranti e irresistibili Maurizio Pepe e Filippo Laganà nei panni di due fratelli albanesi Igli e Lushan, esempi di perfetta integrazione.

Ogni attore si ritaglia un ruolo credibile e spendibile per questa commedia, che vede al centro, un matrimonio lampo con Lushan, incinta, ritorna dall’Albania perché non può rinunciare al bidet e al wi-fi. Protetta dalla famiglia può continuare a dilettarsi con il cerchio di Itten e a postare outfit su Instagram in attesa di diventare una fashion blogger.

Icona della contemporaneità, non si lascia spaventare dalle convenzioni e trascina tutto il suo entourage in questo nuovo assetto sociale. In fondo una famiglia in cui molti si possono riconoscere, il rapporto con i figli, l’invadenza gioiosa dei vicini di casa,questa commedia li mette in piazza, e alla fine trionfa proprio la famiglia, un messaggio forte e chiaro, la famiglia al centro in cui ruotano piccoli mondi, che fanno della commedia  un messaggio positivo.

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