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SOVERATO, NUOVO LOOK PIAZZA MARIA AUSILIATRICE: SICA SCRIVE AL SINDACO


Riceviamo e pubblichiamo: 

SOVERATO (CZ) – 1 OTTOBRE 2021 –  “Sull’argomento in oggetto ho ritenuto di dover precisare alcuni ragionamenti al Sindaco, tra gli altri, come da allegata lettera aperta”.“Qualsivoglia politica che guardi al futuro non può prescindere dalla tutela e valorizzazione del verde e dell’ambiente nel suo complesso”. Lo dichiara  consigliere di minoranza di Soverato, Vittorio Sica.

Ecco il testo della missiva indirizzata alle istituzioni

Spett.li

SINDACO ERNESTO ALECCI
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE EMANUELE AMORUSO
CAPOGRUPPO CAMBIAMENTI GIUSEPPINA ALTAMURA
e
ASSESSORE ALL’AMBIENTE FRANCESCO MATOZZO

Oggetto: Progetto rifacimento Piazza Maria Ausiliatrice- Lettera aperta;

Egregi, alla luce della diffusione dei rendering della “nuova” Piazza e sollecitato dalle prese di posizione di una nota associazione locale, sono ad esprimere le seguenti osservazioni.

Pur essendo senza dubbio, a mio giudizio, positiva la strutturazione della “nuova” Piazza quale collegamento virtuale e fisico tra Comune e Chiesa, intesi entrambi quali istituzioni del popolo, trovo carente il progetto dal punto di vista delle priorità di questa maggioranza, del metodo certamente non inclusivo utilizzato e dell’attenzione alla socialità ed all’ambiente della stessa.

Infatti, le risorse dell’ente, ahimè, non permettono molti investimenti. I soldi necessari al rifacimento della Piazza (a proposito, quali?) ben avrebbero potuto essere spesi per altre finalità. Non sto io ad indicarle ma di cose più urgenti ce ne sarebbero. Una su tutte: mettere mano al patrimonio edilizio dell’ente, e mi riferisco, per esempio, alle case popolari che spesso non consentono condizioni di vita dignitose ai propri occupanti ed in alcuni casi si trovano in stato, addirittura, di abbandono e nocivo per questi.

Un luogo come la Piazza, poi, custodisce significati, ricordi, pensieri, immagini che sono patrimonio di tutta la cittadinanza. Procedere, dunque, al suo completo “sconvolgimento” (perché qui non si tratta di una manutenzione straordinaria) senza coinvolgere quantomeno i consiglieri tutti, ognuno dei quali avrebbe potuto dare il suo contributo, è a dir poco irrispettoso.

Non mi pare, poi, che la “nuova” Piazza sia stata pensata per favorire momenti di socialità visto, da quel che il rendering lascia trasparire, la insufficiente presenza di panchine e la collocazione delle stesse.

Infine il verde.
A primo acchitto sembrerebbero mantenute le proporzioni ma, a ben vedere, le aiole previste nella “nuova” Piazza sono assai più piccole delle attuali. E, se il rendering è attendibile, almeno uno degli attuali alberi presenti, il più grande forse, mancherebbe nel progetto realizzando. Non mi risultano ordinanze di taglio e relazioni ad esse inerenti e voglio pensare che, in realtà, nessun taglio è previsto. Vale, però, la pena svolgere delle considerazioni da sottoporVi.

Gli alberi costituiscono, a pieno titolo, dei beni giuridici cui l’ordinamento accorda una particolare tutela anche in considerazione delle funzioni che essi svolgono nell’ambito delle comunità degli esseri umani con i quali essi convivono: essi assolvono, infatti,:
1. una funzione economico-sociale,
2. una funzione ecologico-ambientale,
3. una funzione sanitaria,
4. una funzione culturale
5. una funzione estetico-architettonica.

Ne deriva che l’abbattimento degli alberi produce un danno che si può qualificare come irreparabile per l’intera collettività. A riguardo la Cassazione ha ribadito che i “i danni conseguenti al taglio degli alberi ad alto fusto – … – appaiono “irreversibili” non solo per i condomini ma più in generale per i cittadini” (Cass., Sez. VI penale, sent. n. 24396/15).

Non voglio soffermarmi sulla funzione di questi dal punto di vista della stabilità idrogeologica del terreno poiché, alla luce degli effetti delle ultime piogge e della evidente criticità del nostro territorio…sarei pleonastico!”

Ancora.
TENUTO CONTO
– del fatto che l’ art.734 del Codice Penale, Distruzione o deturpamento di bellezze naturali,
così recita: “Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell’Autorità , è punito con l’ammenda da milletrentadue euro a seimilacentonovantasette euro.” .

“Per la realizzazione del reato previsto dall’art 734 cod. pen., non è necessaria l’irreparabile distruzione o alterazione della bellezza naturale di un determinato luogo soggetto a vincolo paesaggistico, essendo sufficiente che, a causa delle nuove opere edilizie, siano in qualsiasi modo alterate o turbate le visioni di bellezza estetica e panoramica offerte dalla natura.” (Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 10030 del 10 marzo 2015) – altresì, del fatto che, con riferimento alle ipotesi di alberi c.d. monumentali, vi è un’ulteriore rafforzamento di tutela visto che la Legge n. 10/2013 dispone all’ art. 7 punto 4 che: “Salvo che il fatto costituisca reato, per l’abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 100.000…”, e che, con l’espressione ‘albero monumentale’ si intende, ai sensi dell’art.7, n. 1 Legge n. 10/2013:
1. l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive … ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale,
documentario o delle tradizioni locali;
2. …;
3. gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private, tutto ciò premesso, nella certezza che, soprattutto, l’assessore che legge sia sensibile a questi ragionamenti ed auspicando che lo stesso prenda a cuore anche questa problematica,

VI INVITO
A voler sospendere i lavori, anche per pochi giorni, ed a ripensare il progetto del restyling di Piazza Maria Ausiliatrice tenendo conto delle osservazioni suddette e, in particolare, a:
– interessare un agronomo, o figura simile, che tenga conto delle esigenze del verde esistente ed accompagni i lavori del tecnico a tutela di questo;
– sottoporre il progetto alla cittadinanza e/o al Consiglio Comunale.

Certo della Vostra comprensione, aggiungo che, ai sensi del combinato disposto dagli artt.27 comma 4 e 44 del d.p.r. n. 380/2001, la mancata esposizione del cartello di cantiere configura reato punito con arresto fino a due anni.. e che secondo l‘art. 90, comma 7 del d. lgs. n. 81/2008 , in caso di lavori pubblici, sul cartello devono essere portate anche le seguenti informazioni: la durata dei lavori; la scomposizione dell’importo dei lavori tra opere a base d’asta e oneri sicurezza; le categorie di lavoro eseguite; il ribasso d’asta; il responsabile del procedimento.

Distinti saluti
IL CONSIGLIERE CAPOGRUPPO
avv. Vittorio Sica

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