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SOVERATO, L’ESPERIENZA DI UN PARROCO DIVENTA ROMANZO

Presentazione del libro “Riscoprirsi madre” di don Alessandto Carioti che affronta le problematiche delle famiglie di oggi

Articolo e foto di Gianni ROMANO

SOVERATO (CZ) –  10 FEBBRAIO 2019 –  Giovedì 28 febbraio alle ore 18:30, don Alessandro Carioti sarà a Soverato, presso la Sala Consiliare “Bruno Manti”, per presentare il suo primo romanzo “Riscoprirsi madre”, edizioni Tau Editrice.

All’evento, organizzato dall’amministrazione comunale di Soverato, saranno presenti il Sindaco Ernesto Francesco Alecci e altre autorità. Modererà la serata la dott.sa Lorena Pallotta (      web editor          e collaboratrice di TeleJonio) e illustrerà i momenti salienti del libro l’Assessore alle politiche Sociali Sara Fazzari.

L’autore don Alessandro Carioti sottolineerà la sua esperienza di parroco e scrittore e offrirà le motivazioni di questa idea originale di aver pensato e scritto un romanzo.

Don Alessandro, teologo e parroco della parrocchia Maria Madre della Chiesa in Catanzaro, molto attivo   pastoralmente   con   incontri   formativi,   rivolti   specialmente   ai   giovani,   dopo   varie pubblicazioni di carattere teologico, ha cercato attraverso questo romanzo di affrontare i disagi e le difficoltà diffusi nelle famiglie di oggi.

In particolare punta i riflettori su alcune problematiche giovanili e sul difficile rapporto tra genitori e figli.

Una storia avvincente e commovente che, proprio per la sua stringente attualità, ha fatto sì che il libro venisse accolto da diverse scuole italiane (medie e superiori) come narrativa scolastica. 

“Tutto iniziò con la scelta di andarmene via da casa per convivere con Manuel. Ero molto giovane”.  Si apre così, con un profondo monologo interiore, l’esperienza esistenziale di una giovane donna, che abbraccerà le vite di chi le sta accanto e che trasporterà, con un procedimento catartico, i fruitori che si appresteranno ad immergersi in questo viaggio saturo di avvenenti contenuti, di ogni generazione. “Sacrificio e gioia,continua don Alessandro, rappresentano una ineluttabile concatenazione.

Nessuno può fare a meno di combattere e affrontare i sacrifici della sua esistenza se non con i limiti e le forze che gli sono propri. Così, la gioia, che è già contenuta in modo celato nello stesso sacrificio, rappresenta l’anima che incoraggia l’uomo, attraverso i percorsi obbligati delle difficoltà, a far convergere le proprie energie verso una meta.

Quando ognuno di noi accoglie tale equilibrio dei contrari e accetta di viverlo con pienezza, allora scopre, in se stesso, un ricco bagaglio di potenzialità e risorse, spesso sconosciute perfino a lui stesso.”