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SOVERATO (CZ) – UN SIMBOLO D’IDENTITA’ COMUNITARIA


Soprintendenza sospende demolizione antico forno

Articolo e foto di Gianni ROMANO

SOVERATO (CZ) – 30 MARZO 2018 – Sospesa almeno per il momento la demolizione di un antico forno a legna,vero simbolo identitario di una comunità.

A dirlo Angela Maida del gruppo archeologico “Paolo Orsi”,Il 28 marzo era prevista la demolizione del vecchio forno per la cottura del pane ubicato nel centro storico di Soverato Superiore ed esattamente in via Amedeo. Tale intervento – dice l’assessore comunale Daniele  Vacca – farebbe parte del progetto di “riqualificazione” di via Amedeo.L’imminente demolizione è stata temporaneamente sospesa dopo la nostra segnalazione.”

L’intervento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Cosenza è stata determinante per scongiurare (almeno temporaneamente) la perdita di un’altra testimonianza della memoria storica dei nostri luoghi e dunque della nostra identità territoriale. Quanti soveratesi (o suveratani) ricordano le mamme, se non le nonne, che cuocevano il pane per il fabbisogno familiare in questo forno! Pane, cuzzupe e quant’altro diffondevano il loro profumo in questi vicoli vicino alla chiesa matrice.

Perché pare che questo fornisse un servizio pubblico, quando le famiglie scampate al terremoto del 1783 e stabilitesi nel nuovo nucleo abitativo a Soverato Superiore, non disponendo di un forno privato, potevano contare su questo servizio “.Ma c’è dell’altro:continua Maida, questo forno è costruito in un particolare contesto nel quale si evidenziano mura particolarmente spessi (certamente non necessari a un piccolo forno e forse non coevi) e alcuni basoli e gradini in granito.

Da dove vengono tali manufatti così ben fatti e così importanti?Ciò che chiediamo è che questa piccola realtà venga “riqualificata” e le sia restituita la dignità che le apparteneva.” Un forno che,continua Maida, potrebbe sembrare ormai inutile potrebbe piuttosto divenire attrattiva turistica e, soprattutto, rappresentare per le generazioni future una testimonianza del passato e dunque didattica.”

In un abitato che cresce, è bello riuscire a conservarne l’identità culturale. Altrimenti, come dice il noto scrittore Francesco Bevilacqua, diventa un “non luogo”, un luogo senza anima “.Ora tocca a noi cittadini,continua Maida, se vogliamo conservare queste piccole realtà.

E’ necessario mobilitarsi e raccogliere informazioni, testimonianze e documenti per risalire al periodo di costruzione o comunque al periodo in cui il forno era in esercizio e, inoltre,conclude Maida, dimostrare alla nostra amministrazione di tenere a cuore i nostri pezzi di storia.”

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