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SOVERATO (CZ) – UN RITO CHE SI TRAMANDA DA SECOLI: LA CUMPRUNTA


Emozioni e tanta gente a Soverato Superiore per un rito che ogni anno rinnova il suo fascino antico

Articolo e foto di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud)

SOVERATO (CZ) – 18 APRILE 2017 –  Emozionante, come ogni anno, e molto partecipata la “Cumprunta” a Soverato Superiore, il tradizionale incontro tra la Madre e il Figlio, preceduto dall’annuncio, per ben tre volte, della resurrezione del Cristo, portato da San Giovanni alla Madonna.

Dopo la celebrazione della Santa Messa da parte del parroco, Don Giorgio Pascolo, nella Chiesa di Soverato Superiore, una folla di gente si è radunata a poca distanza dalla Chiesa stessa, nella piazza principale, per assistere al rito che si tramanda da secoli.

L’allegria della resurrezione era palpabile  nelle strade, nei sorrisi dei fedeli e dei tanti intervenuti per assistere al rito, nelle urla festose dei bambini, nel rullo dei tamburi, nella banda musicale, al pari di come era evidente un attaccamento alle tradizioni, alla voglia di rinnovare e  tramandare un momento atteso e amato.

 D’altronde come afferma Erodoto: “Poiché, se si proponesse a tutti gli uomini di fare una scelta fra le varie tradizioni e li si invitasse a scegliersi le più belle, ciascuno, dopo opportuna riflessione, preferirebbe quelle del suo paese: tanto a ciascuno sembrano di gran lunga migliori le proprie costumanze.”

Si è riproposto dunque il gioioso incontro: San Giovanni Battista, con il cartiglio resurrexit, con cui annunzia la buona novella, portato a spalla dai volontari per tre volte è andato incontro alla statua di Maria. Subito dopo si è svolta la corsa tra le statue di Maria e del Figlio, e Maria, sotto il mantello nero che le è caduto, si è lasciata ammirare con l’abito azzurro, per poi attendere che le fosse apposta sul capo la corona.

Si è sospeso il fiato per un attimo, qualcuno si è commosso, qualcuno ha alzato gli occhi al cielo, qualcuno ha eseguito voti per ringraziare di essere stato esaudito nelle preghiere, qualcuno si è inginocchiato in preghiera, tutti, credenti o meno, hanno rivolto il pensiero al gesto d’amore rappresentato dall’incontro tra una Madre che credeva di aver perduto il figlio e ha potuto finalmente e inaspettatamente riabbracciarlo.

Martedì, trascorsa la pasquetta, le tre statue verranno portate in processione nella marina soveratese, a voler testimoniare il legame tra Soverato Superiore e il mare o a sottolineare il ricordo di un’origine antichissima sul mare della comunità.

Si attuerà quel che viene indicato in dialetto con la frase “scindira i Santi a Galilea”. Nella sera stessa, per tradizione, il trittico, dopo aver sostato per alcune ore nella chiesa del Rosario, dovrà far rientro nella Chiesa matrice.

                                                                                                               

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