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SOVERATO (CZ) – SETTIMANA SANTA TRA FEDE E TRADIZIONE


Successo per la Via Crucis organizzata dai ragazzi dell’Istituto Salesiano

Articolo e foto di Gianni ROMANO

SOVERATO (CZ) – 29 MARZO 2018 –  Riti tra tradizione e fede in città.

Una partecipata Via Crucis organizzata dai salesiani con il suo direttore don Matteo Di Fiore e la valida collaborazione di Vito Voci, ha visto coinvolto i ragazzi frequentanti il prestigioso istituto salesiano.

La processione si è snodata per le vie cittadine dove sono stati allestite le classiche stazioni luogo di preghiera e di riflessione, grazie ai costumi, alle fiaccole e all’intensa spiritualità dei ragazzi si è rivissuta  la passione di Cristo, dal giardino dei Getsemani, alle stazioni sino alla crocifissione.

Alcuni fanno risalire la storia di questa devozione alle visite di Maria, madre di Gesù, presso i luoghi della Passione a Gerusalemme, ma la maggior parte degli storici riconosce l’inizio della specifica devozione a Francesco d’Assisi o alla tradizione francescana.

Intorno al 1294, Rinaldo di Monte Crucis, frate domenicano, racconta la sua salita al Santo Sepolcro “per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem”, per varie tappe, che chiama stationes: il luogo della condanna a morte di Gesù, l’incontro con le pie donne, la consegna della croce a Simone di Cirene, e gli altri episodi della Passione fino alla morte di Gesù sulla Croce.

Originariamente la vera Via Crucis comportava la necessità di recarsi materialmente in visita presso i luoghi dove Gesù aveva sofferto ed era stato messo a morte. Dal momento che un tale pellegrinaggio era impossibile per molti, la rappresentazione delle stazioni nelle chiese rappresentò un modo di portare idealmente a Gerusalemme ciascun credente.

Le rappresentazioni dei vari episodi dolorosi accaduti lungo il percorso contribuivano a coinvolgere gli spettatori con una forte carica emotiva. Sul finire del XIV secolo, si ha una delle prime attestazioni della Via Crucis fuori dalla Terra Santa: il frate domenicano Alvaro da Cordova introduce questa pia pratica nel suo convento.

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