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SOVERATO (CZ) – SANITA’, L’APPELLO: «L’AMBULATORIO DI MALATTIE REUMATOLOGICHE DEL “PUGLIESE” DI CATANZARO VA POTENZIATO»


Nove pazienti chiedono al direttore generale dell’Asp di Catanzaro di aumentare i giorni in cui si eroga il servizio, ridotti a uno solo

DI REDAZIONE

SOVERATO (CZ) – 15 AGOSTO 2015 –  «Siamo un gruppo di cittadini che, nonostante tutto, credono nelle istituzioni e hanno fiducia che il buon senso guidi il loro servizio, ma siamo, nel caso specifico, pazienti affetti da malattie reumatologiche irreversibili che nel loro cammino di sofferenza hanno avuto la fortuna di incontrare il dottor  Giuseppe Muccari, medico che da anni ci cura e ci accompagna amorevolmente a superare le difficoltà che le patologie di cui siamo portatori ci provocano, migliorando così la nostra qualità di vita». Lo affermano in una lettera indirizzata al direttore generale dell’Asp di Catanzaro nove pazienti di Soverato, sofferenti di malattie del dolore, in cura all’ospedale “Pugliese” di Catanzaro

«E’ doveroso  – aggiungono i nove firmatari della lettera – da parte nostra segnalare la grande professionalità del dottor  Muccari arricchita da qualità umane che lo rendono una persona veramente speciale che ci fa sentire sicuri e ci aiuta a superare le nostre non poche difficoltà. E’ sempre pronto ad ascoltarci quando ne abbiamo necessità lavorando oltre l’orario di servizio».

«Le file interminabili di pazienti nei due giorni settimanali di ambulatorio – si legge ancora nella missiva –  danno ragione al nostro dire. Tutto questo lavoro e dedizione, nella struttura ospedaliera sembra non sia molto gradita all’Asp, considerato che ha ridotto ad uno il giorno di ambulatorio del dottor Muccari creando enormi disagi nei pazienti costretti ad attese lunghissime per avere la prenotazione di una visita in quanto nel nostro caso é necessario essere seguiti sempre dallo stesso medico».

«Ci si lamenta tanto della sanità – concludono – e quando ci sono persone che elevano la qualità del servizio invece di riconoscere i loro meriti ed incentivarli addirittura gli creano difficoltà. Noi ci rivolgiamo a Lei certi che ci possa essere un ripensamento e caso mai aumentare le giornate di ambulatorio e non ridurle per dare ai pazienti l’opportunità di un servizio sempre più qualificato».

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