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SOVERATO (CZ) – “LE GIARE”, SEDICI ANNI PER NON DIMENTICARE


Commemorate le 13 vittime dell’alluvione del 10 settembre 2000

Articolo e foto di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud)

SOVERATO (CZ) – 11 SETTEMBRE 2016 –  Si rinnova come ogni l’anno, il ricordo e la commemorazione per le vittime che l’alluvione  del 2000 che causò, tredici vittime tra cui uno Vinicio Caliò, mai ritrovata, presso il camping “Le Giare”.

Presenti molte autorità civili e religiose, il sindaco Ernesto Alecci con l’amministrazione comunale che ha deposto un mazzo di fiori davanti alla stele commemorativa, il responsabile della protezione civile Regione Calabria, Carlo Tansi i carabinieri della compagnia di Soverato, la guardia di finanza, la guardia costiera, la polizia municipale cittadina, i vigili del fuoco di località Caldarello, il corpo medici volontari e ospedalieri Soverato, l’associazione nazionale carabinieri Soverato, l’unitalsi, l’ordine di Malta, l’Edelweiss, il 118 Suem Montepaone, Antonio Sinopoli dell’associazione “0967”, presente come ogni anno, Luca Caliò fratello di Vinicio.

Parole di fede e di speranza, ma anche di monito per il lavoro dell’uomo che spesso è causa scatenante di simili accadimenti, un intervento sentito, quelle dei due parroci celebranti, don Giorgio Pascolo e Don Roberto Corapi parroco di Stalettì.

“Come ogni anno –  diceva il sindaco Alecci –  ricordiamo le 13 vittime delle “Giare” presso la piazzetta all’interno della quale sorge il monumento a loro memoria.Era infatti il 10 settembre del 2000 – continuava Alecci – quando le violenti piogge fecero esondare il torrente Beltrame che investì con un fiume di acqua e fango le persone ospitate nel campeggio “Le Giare”, tra le quali tanti volontari e invalidi dell’Unitalsi raccolti in occasione di un campus estivo”.”

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“Un saluto –  continuava Alecci – oltre alle autorità civili e militari al capo della Protezione Civile Calabria Dr. Carlo Tansi, la presenza della massima autorità regionale della Protezione Civile ci permetterà di riflettere assieme a lui sullo stato idrogeologico del nostro territorio, sulla bontà degli interventi effettuati e su quanto ancora la Regione Calabria stia programmando per il prossimo futuro.

Ma il dieci settembre non deve essere solo una data di commemorazione,ma deve essere soprattutto,un monito ad imperatura memoria, agli amministratori,regionali,provinciali e comunali, tutti i livelli devono essere attenzionati, e duro e diretto è stato l’intervento di Carlo Tansi,capo della protezione civile calabrese.

“C’è una ferita ancora aperta, 16 anni dopo la tragedia del Camping Le Giare – queste le parole di Tansi –  porta il nome di Vinicio Caliò, l’unica vittima di cui si è persa ogni traccia.”

Ma non lo ha voluto dimenticare Carlo Tansi, capo della protezione civile regionale, intervenendo a Soverato davanti al memoriale che si affaccia sul fiume Beltrame. “Per Vinicio e per tutti coloro i quali hanno perso la vita quella notte – ha rimarcato – dobbiamo impegnarci e lavorare affinché la Calabria venga fuori dalle emergenze. Dissesto idrogeologico, rischio sismico, sono le priorità che la protezione civile calabrese deve mettere al centro della propria azione quotidiana di intervento e prevenzione. Proprio la prevenzione è il nostro obiettivo primario”.

“Agire prima che accadano le tragedie,ma continuava Tansi massima attenzione e collaborazione tra enti per la pulizia e messa in sicurezza degli alvei fluviali,il ciclo naturale completo è proprio questo,dalle montagne sino al letto dei fiumi e da qui sino alle spiagge un percorso naturale che non deve essere,ne interrotto,ne forzato dall’uomo,per le Giare, conclude il capo della protezione civile,Carlo Tansi  in molti hanno sbagliato a tutti i livelli,ma dobbiamo impegnarci sulla fragilità e sulla criticità del nostro territorio,perché simili accadimenti non debbano esserci mai più”.

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