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SOVERATO (CZ) – Istituto Malafarina, anche i docenti “vanno a scuola”


Foto di gruppo per i protagonisti di Erasmus Plus: come ai tempi della scuola
Foto di gruppo per i protagonisti di Erasmus Plus: come ai tempi della scuola

Esperienza internazionale per tre insegnati della scuola. Dal 18 al 24 gennaio sono state per una settimana in Bulgaria al secondo Meeting Progetto Erasmus Plus dedicato alla formazione dei professori 

di Franco POLITO 

SOVERATO (CZ) – 26 GENNAIO 2015-  E’ proprio vero, nella vita non si finisce mai di imparare. Con l’esperienza quotidiana e sui libri. Con gli aggiornamenti e il perfezionamento. E’ una regola che vale per tutti. Anche per i professori. Se vuoi trasmettere sapere devi avere sapere. 

All’Istituto d’istruzione superiore “G. Malafarina” viaggiano su questa lunghezza d’onda. Anche i docenti “vanno a scuola”. Lo hanno fatto per una settimana. Questa volta, dal 18 al 24 gennaio scorsi, emulando gli studenti, sono stati loro i protagonisti delle tradizionali esperienze internazionali che caratterizzano l’impronta dell’istituto.   

Le professoresse Savina Moniaci, Caterina Gatto e Giuseppina Codispoti sono volate a Lovech, in Bulgaria, per il secondo Meeting Progetto Erasmus Plus, organizzato nell’ambito dall’ azione KA2, Strategic Partnerships for School Education ed approvato dalla Commissione Europea. 

Intitolato “Forensics and Creative Theatre-Fact e co-finanziato dalla Unione Europea, più che di un corso strettamente inteso si è trattato di incontro – confronto tra colleghi, come previsto dal progetto, dedicato alla formazione degli insegnati. Il fotogramma degli obiettivi nelle parole del dirigente scolastico del “Malafarina” professor Domenico Agazio Servello. 

«Il partenariato svoltosi in Bulgaria – spiega Servello – ha inteso sviluppare le competenze trasversali al fine di promuovere la leadership in materia di istruzione secondaria; approfondire strategie chiare, attraverso l’oratoria ed il teatro creativo come approcci educativi innovativi; incentivare lo sviluppo dei giovani affinché si impegnino nella cooperazione transnazionale e promuovere rapporti socio-culturali tra ragazzi di diverse etnie e religioni». 

Le “docenti soveratesi” per una settimana hanno condiviso “studio e relazioni” con altri  colleghi. A Lovech c’erano i padroni di casa del “Gimnazia za chujdiezitsiEkzarhYossif I – Lovech”, gli slovacchi del “Gymnazium, Alejova 1, Kosice- Košice”, i turchi del “ FatihAnadoluLisesi – Manisa”, i greci del “Secondary School of Trikeri- Trieri”, i rumeni del “LiceulTehnologic “MihaiEminescu – Dumbraveni” e gli spagnoli dello  “Ies Los Cabezuelos” di Arcos de la Frontiera. «La scuola bulgara che ha organizzato il meeting  – aggiunge Servello – è un istituto ad indirizzo linguistico con annessi due convitti: uno maschile e uno femminile, accoglie ragazzi provenienti dall’intera nazione». 

Accolte calorosamente nella città ospitante, le tre docenti, insieme ai loro colleghi delle scuole partners, hanno frequentato tre corsi di formazione. «Il primo – dice ancora Servello – un workshop sull’ approccio maieutico biunivoco in Educazione creativa: Conoscenze, competenze abilità trasversali: il secondo un training interattivo sulle abilità soft per le conoscenze e le abilità trasversali e il terzo un forum sulle tecniche e metologie del teatro». 

L’esperienza si è rilevato particolarmente interessante. Le tre docenti hanno interagito e si sono confrontate con i loro colleghi provenienti dagli altri paesi europei coinvolti nel progetto sugli argomenti del meetings scambiandosi idee e sulle metodologie didattiche e sulle strategie comunicative. Durante il soggiorno il team è stato ricevuto da diversi rappresentati politici: l’ispettore capo del dipartimento dell’educazione, la deputata del parlamento bulgaro con delega all’istruzione, il sindaco ed il governatore regionale. 

Molto intenso anche il programma: la coordinatrice del progetto internazionale, Margarita Dobreva, si è prodigata per rendere unico l’incontro alternando ai vari workshop momenti ricreativi culturali quali la visita alla Cantina “Vinal”,  la passeggiata nel quartiere storico di Lovech con la visita alla fortezza Lo-vech, al monumento a Vassil Levski, al museo etnografico e al ponte coperto sul fiume Osum.

 

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