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SOVERATO (CZ) – IN RICORDO DI CARLO MELLEA


Oggi iniziativa all’Ite Calabretta in onore del presidente dell’osservatorio Falcone- Borsellino- Scopelliti recentemente scomparso

Articolo di Gianni ROMANO

SOVERATO (CZ) – 28 MARZO 2018 – Si svolgerà oggi con inizio alle ore 11 presso la sala conferenze dell’istituto  commerciale ITE Calabretta di Soverato, un incontro per ricordare la figura dello scomparso Carlo Mellea presidente dell’osservatorio Falcone- Borsellino-Scopelliti.

Allo scopo previste le presenze e gli interventi  di Valerio Antonio Mazza dirigente istituto, Federica Roccisano ricercatrice ed ex assessore regione Calabria, Arcangelo Badolati giornalista, Gioacchino Criaco  scrittore, modera Susanna Perri.

In questa sede la presentazione del nuovo libro di Gioacchino Criaco,”La Maligredi”, dopo il grande successo di “Anime Nere,” la Maligredi , Esiste una generazione di calabresi cresciuta fra cunti, miracoli di santi e dèi. A quei tempi il furto era vergogna, il sopruso arroganza, e nelle rughe di Africo insegnavano a non frequentare i peggiori.

La mafia, che c’era stata, che c’era, vedeva restringersi rancorosa il proprio spazio. A quei tempi cresce Nicola, e con lui gli amici Filippo e Antonio, compagni di avventure. Ragazzini che vanno a scuola – o meglio, che la marinano – e, all’insaputa delle famiglie, si avvicinano alla piccola criminalità.

Ma l’arrivo improvviso di Papula, un ragazzo più grande che lavora in Germania e torna in paese parlando di rivoluzione, solleva un vento nuovo per tutto l’Aspromonte e fa sognare gli uomini, le donne e i ragazzini. E allora prende a pulsare la protesta operaia e si diffonde il cooperativismo contadino.

È il Sessantotto aspromontano – in pochi lo conoscono, ma c’è stato. Fa nascere la speranza di fondare un mondo nuovo, di ottenere diritti: i poveri scoprono di avere bocca e idee; le donne trovano il coraggio di scioperare contro gli gnuri e si legano le une alle altre, di paese in paese, in una sorta di sorellanza del sudore; i figli si rivoltano contro i padri, i fratelli contro i fratelli.

E poi tutti, insieme, contro i compari. Lo Stato, invece, si mette dalla parte del potere locale, dei malandrini, di coloro che per mantenere i propri privilegi sono pronti ad azzannare alla gola i migliori.

 È così che nell’Aspromonte arriva la maligredi, ossia la brama del lupo quando entra in un recinto e, invece di mangiare la pecora che gli basterebbe per sfamarsi, le scanna tutte. E quando arriva, racconta Criaco, la maligredi “è peggio del terremoto, e le case che atterra non c’è mastro buono a ricostruirle”. 

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