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SOVERATO (CZ) – IL “MALAFARINA” IN EUROPA “NON SI FERMA MAI”


Scuola soveratese ha partecipato in Turchia al progetto Erasmus Plus riservato a docenti e personale Ata

di Franco POLITO

SOVERATO (CZ) – 26 MARZO 2016 – Sempre loro, instancabilmente loro. Come studenti, insegnati o personale amministrativo non fa differenza. Perché all’istituto di istruzione superiore “G. Malafarina” la parola d’ordine è “crescita costante”.

La scuola, diretta dal dirigente Domenico Agazio Servello, continua infatti la sua iniziativa di mobilità verso l’Europa con il progetto Erasmus Plus, coordinato dalla docente Savina Moniaci. Questa volta il progetto, riservato alla componente docente e personale Ata, ha visto la rappresentanza del “Malafarina” impegnata in un viaggio formativo a Manisa, in Turchia, dal  20 al 24 marzo scorsi.   

Il progetto presentato dall’Istituto “Malafarina” nell’ambito dell’azione KA2, Strategic Partnerships for schooleducation, dal titolo “Forensics and Creative Theatre Fact”, è stato approvato dalla Commissione europea ed è co-finanziato dall’Unione Europea.

Le altre scuole partecipanti al progetto, sono: Bulgaria  Gimnazia za chujdiezitsiEkzarhYossif I- Lovech; SlovakiaGymnazium, Alejova 1, Kosice- Košice; TurkeyFatihAnadoluLisesi – Manisa; Romania  LiceulTehnologic “MihaiEminescu” Dumbraveni; Spain  IES Los Cabezuelos, Arcos de la Frontera.

Gli insegnanti, Salvatore Mirarchi e Anna Staropoli, insieme al Tecnico di Laboratorio Giuseppe Schiavi, sono partiti con il progetto Erasmus Plus per migliorare le competenze linguistiche  e apprendere  nuove metodologie didattiche attraverso  uno scambio reciproco di elementi culturali che hanno arricchito la loro esperienza personale e professionale.

“Una volta rientrati in Italia nelle nostre aule – sostiene la professoressa  Staropoli – l’esperienza svolta ci permetterà, attraverso  nuovi stimoli e idee acquisite,  di sviluppare elementi utili al lavoro in classe,  perché, ricchi noi stessi dell’esperienza appena vissuta, saremo maggiormente favorevoli a sperimentare nuove tecniche e metodologie efficaci”.

Questi tre giorni di lavoro ha visto impegnati i docenti di tutti i paesi coinvolti a valutare i risultati fino ad ora raggiunti, il livello di impatto del progetto stesso e soprattutto l’aggiornamento del piano di diffusione e di valorizzazione.

La disseminazione è un elemento importante in ogni tipo di progetto, uno strumento necessario e deve essere supportata da attività specifiche che contribuiscano a valorizzare e ad utilizzare i risultati stessi del percorso.

A tal proposito sono di notevole importanza le continue interazioni tra i partner del progetto per fare il punto della situazione, così come non di meno risulta essere importante la   coerenza tra le attività previste ed i loro destinatarie  trai risultati attesi e le attività programmate. Questo incontro “europeo” ha permesso il confronto tra le esperienze  locali dei  diversi paesi partner  per portare alla luce e valorizzare le competenze chiave dei docenti a supporto della capacità di imparare e della motivazione dei ragazzi e sviluppare una proposta formativa adatta a formare futuri cittadini europei.

Molto curata nei minimi particolari è stata l’accoglienza da parte del paese ospitante, tutte le delegazioni sono state ricevute dalle autorità della città e non sono mancati i momenti artistico- culturali, infatti: nei tre giorni la comitiva soveratese ha avuto modo di visitare la Moschea di Muradiye  situata su una collina, che offre una vista mozzafiato sulla valle verde dell’isola Sarayichi dove prima sorgeva il palazzo del sultano.

Poi Efeso, una delle città più influenti e ricche d’Oriente in epoca romana. Il tour in città è iniziato dalla Porta di Magnesia e, dopo fontane, templi e palazzi, lè giunto alla monumentale biblioteca di Celso. Quindi è stata la volta della casa della Vergine Maria. Efeso, infatti, oltre ad essere un sito archeologico molto speciale, è anche una meta molto importante di pellegrinaggio per i cristiani.

Altra meta è stata la pittoresca città di Siringeche, circondata da colline ricoperte da boschi da cui si gode un panorama idilliaco. Ultima tappa Izmir, visita dell’antica città di cui rimane relativamente poco, resti del teatro e dell’agorà colonnata con annessa basilica, in fase di recupero, di età ellenistico – romana.

Un viaggio di lavoro che ci ha arricchiti sia dal punto di vista culturale che umano.

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