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SOVERATO (CZ) – I RAGAZZI DELLA FIUMARELLA: TANTE EMOZIONI, GRANDI RIFLESSIONI …


Presentato libro su tragedia trenino del 23 dicembre 1971

Articolo e foto di Gianni ROMANO

SOVERATO (CZ) –  26 APRILE 2018 –  Presso la sede della Pro Loco di Soverato e sede del costituendo Museo della Ferrovia Jonica, al primo piano della stazione FS soveratese, la presentazione del libro “I Ragazzi della Fiumarella”.

Un’opera da alcuni mesi ben nota in Calabria e non solo, dedicata alle 71 vittime del tragico incidente ferroviario avvenuto alle porte del capoluogo di regione, sulla ferrovia Catanzaro – Cosenza delle allora Mediterranee Calabro Lucane, il 23 dicembre 1961.

Un libro, pensato, letteralmente costruito tassello su tassello, pagina per pagina da  Giovanni   Petronio   di   Decollatura. Un libro difficile, che racchiude al suo interno la responsabilità di ricostruire una tragica vicenda che, anno dopo anno, stava scomparendo dalle memorie della popolazione   calabrese:   ma   mentre   l’autore   ricostruiva   con   grandi   difficoltà   le vicende e le vite delle 71 vittime, in gran parte giovanissime, organizzata in collaborazione tra l’Associazione Ferrovie in Calabria e la Pro Loco di Soverato.

Il dibattito, moderato dal giornalista Rai ed oggi presidente della pro loco soveratese, Pietro Melia, dai relatori  Ulderico   Nisticò   (storico   soveratese),   Roberto   Galati   (presidente dell’Associazione Ferrovie in Calabria) ed ovviamente l’autore del libro, Giovanni Petronio, si è esteso anche ad alcune importanti figure del territorio soveratese e non, che hanno presenziato all’importante iniziativa: Natale Giaimo, sindacalista, appassionato e Capo Stazione di Ferrovie della Calabria, il Generale   Pasquale   Martinello,   ed   il   superstite   del   tragico   incidente,   Emanuele Panucci,  il Presidente dell’UNPLI Catanzaro, Vitaliano Marino, e la Referente di Slow Food Calabria, Marisa Gigliotti. 

Ognuno ha dato un grande contributo storico/culturale all’evento, iniziando da Ulderico Nisticò  che, rimanendo in tema con il libro presentato, ha rimarcato la  battaglia che va avanti da anni, legata al ripristino   integrale   della   Ferrovia   Catanzaro   –   Cosenza,   via   di   comunicazione insostituibile per i territori del savuto e del reventino, e ad un non più rinviabile upgrade   tecnologico   (finalmente   finanziato   proprio   alcuni   mesi   fa)   per   portare questa tratta ferroviaria agli stessi standard di sicurezza della rete nazionale di RFI,attraverso l’installazione di sistemi di supporto alla condotta/controllo marcia treno.

Su queste tematiche è intervenuto anche Natale Giaimo, ricordando le sue istanze proprio   relative   alla   sicurezza   sulle   reti   ferroviarie   ex   “concesse”,   in   primis ovviamente Ferrovie della Calabria . 

Il Generale  Pasquale Martinello, si è invece concentrato su un excursus storico legato agli utilizzi bellici durante la II Guerra Mondiale della rete ferroviaria calabrese, in particolare della linea Jonica, ricordando in prima persona, anche in questo caso, l’importanza della ferrovia in Calabria sia in periodo di pace che,purtroppo, anche di guerra, è stata la volta dell’intervento del superstite Emanuele Panucci, che ha raccontato minuto per minuto tutto ciò che ricordava di quel terribile giorno. 

Panucci all’inizio del viaggio sul convoglio deragliato sul viadotto   della   Fiumarella,   si   trovava   proprio   sulla   rimorchiatore   RA   1006: successivamente scese e salì sull’automotrice di testa, la M2.123, per recuperare alcuni libri e lì, per sua fortuna, ci rimase. I viaggiatori dell’automotrice iniziarono a notare che qualcosa non andava, nella galleria precedente al viadotto dell’incidente: il convoglio iniziò a prendere velocità, correndo in modo innaturale.

Scoppiò il panico: tutti iniziarono ad urlare al macchinista di frenare, ma a quanto pare non ci riuscì. Arrivati sullo stretto viadotto in curva, il  Panucci, dai vetri della porta di testa dell’automotrice, vide il rimorchio oscillare verso il lato interno del ponte, rimettersi   in   piedi,   e   poi   sparire   sul   lato   opposto.  

Contemporaneamente sull’automotrice si sentì un violento strattone. Il gancio si era purtroppo spezzato, ed in   quei   secondi   il   rimorchio   precipitava   da   40   metri   di   altezza   sul   greto   della Fiumarella. Al termine del ponte, l’automotrice riuscì a fermarsi: in 7 scesero da​ essa, tra cui Emanuele Panucci, e si precipitarono sotto il ponte a soccorrere i superstiti a bordo di quel che restava della rimorchiata.

Uno strazio indescrivibile.

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