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SOVERATO (CZ) – “DAVANTI ALLE MURA DI GERUSALEMME”


Martedì 27 marzo, al Teatro di Soverato  la prima pièce della trilogia firmata da Adriana Toman

Articolo di Gianni ROMANO

SOVERATO (CZ) –  22 MARZO 2018 – Martedì 27 marzo, alle ore 21.00, sul palco del Teatro di Soverato, la prima pièce della “Trilogia Gioachimita” firmata dalla regista Adriana Toman. “Davanti alle mura di Gerusalemme” è una produzione dell’associazione culturale “Arciere” e distribuita dalla Fondazione Lilli. Protagonisti: Marco Silani, Mariana Lancellotti e Antonio Conti.

Ambientata nel XVI sec., proprio fuori dalle mura della Città Santa. Dopo aver lasciato la vita agiata Gioacchino Da Fiore, a 35 anni, si reca nei luoghi della predicazione di Cristo. L’azione si rifà ad un episodio realmente accaduto in cui una donna gli salva la vita nel corso di una aggressione e da lì ha inizio un confronto dialettico tra tre rappresentanti delle religioni monoteiste del Mediterraneo.

I tre si incontrano per caso fuori dalle mura di Gerusalemme e si confrontano sul contrasto tra ragione e fede, sull’estromissione della donna dal rapporto col divino, che ha sancito l’esclusione quasi assoluta del contributo intellettuale femminile alla filosofia, alla politica, all’arte, alla storia. 

L’atmosfera è di sospensione, in una notte che inizia nel 1169 ma si sviluppa nel tempo sino ad arrivare ai nostri giorni con le stesse problematiche a distanza di 850 anni. Il conflitto religioso continua ad essere alimentato e strumentalizzato, la posizione della donna è ancora fortemente tenuta in uno stato di subalternità, i pregiudizi e le tradizioni si rappresentano come verità assolute senza avere nessuna ragionevole corrispondenza nella realtà. Testimoni non silenziosi di questi contrasti sono i muri innalzati ad ogni latitudine da uomini contro altri uomini.

“Davanti alle mura di Gerusalemme” L’azione scenica si consuma in uno spazio virtuale, proiezioni video che mutano in relazione agli stati d’animo dei protagonisti, progettato con Antonio Giraldi; animazioni a cura di Rosamaria Cannarella, declinando un’analisi filosofica in un contesto da Video Game. Il personaggio di Gioacchino da Fiore è affidato a Marco Silani che ne ha già vestito i panni in “La Confessione” andato in scena nel 2014, terza opera che appartiene alla “Trilogia Gioachimita”. 

Con lui, Mariana Lancellotti nel ruolo della giovane ebrea Amariah. Una donna che esprime un bisogno di rottura con i paradigmi assegnati dalle consuetudini. Mariana Lancellotti si è diplomata a Roma presso il Conservatorio Teatrale diretto da Gianni Diotajuti. Ha collaborato con diverse produzioni teatrali e cinematografiche tra cui il film “Viva l’Italia” di Massimiliano Bruno e nel 2013 e nel 2014 ha lavorato per Unomattina su Raiuno. 

Ad aprire lo spettacolo, Antonio Conti nel ruolo di un illustre musulmano la cui identità resta avvolta nel mistero sino alla fine. Antonio Conti dirige la Compagnia “Bruzia Ballet” di Cosenza, si è formato con M. R. Caporossi, col M. Torgeir Wethal dell’Odin Teatret ed ha al proprio attivo numerosi spettacoli come attore e regista.

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