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SOVERATO (CZ) – CONTRO LE MAFIE SERVE UNO SFORZO COMUNE


Partecipata  manifestazione  Libera nella all’oratorio della parrocchia Maria Ausiliatrice

Articolo di Gia. RO. (Il Quotidiano del Sud)

SOVERATO (CZ) – 11 APRILE 2016 –  Molto partecipata l’iniziativa pubblica dell’associazione”Libera”,organizzata presso l’oratorio della parrocchia S. Maria Ausiliatrice in Soverato dal coordinamento provinciale dell’ associazione Libera Catanzaro contro le mafie, la cui referente è Donatella Monteverdi.

L’incontro moderato  da Don Ennio Stamile, referente regionale di Libera, ha visto momento densi di significati,forti dei messaggi contenuti tendenti al rispetto delle regole condivise. S. E. il Prefetto della Provincia di Catanzaro, Luisa Latella, ha sottolineato in apertura il problema dell’impatto psicologico sulla gente dell’elemento di debolezza e illiceità presente anche nel mondo delle istituzioni.

“Tuttavia, ha chiarito il Prefetto, lo scoraggiamento comprensibile deve essere superato attraverso la costruzione che ognuno deve operare del senso del bene comune. Il prefetto ha ribadito che deve essere importante, lo  sforzo culturale che tutti devono effettuare, istituzioni e cittadinanza attiva. Giuseppe Racca, Questore della provincia di Catanzaro, ha affermato che “non esistono associazioni criminali imbattibili e che occorre una diffusione della cultura della legalità nelle famiglie, nel mondo della scuola e in quello delle istituzioni per essere tutti uniti e dalla stessa parte ma soprattutto per ricostruire insieme la fiducia nello Stato”.

Il Colonnello Ugo Cantoni, Comandante provinciale dei Carabinieri, ha detto nel corso del suo incontro della similitudine del  Polifemo dell’Odissea omerica, per soffermarsi sull’omertà e sul come l’intraprendere le scorciatoie sia un pericoloso aggiramento delle normali regole di convivenza sociale.

Il Colonnello  Davide Rametta, Comandante provinciale della Guardia di Finanza, ha dichiarato quanto mai sia importante  la collaborazione tra cittadini e Forze dell’Ordine è foriera di risultati positivi. Il Comandante Provinciale del Corpo Forestale, ha ricordato nel suo intervento, tra l’altro, la tragedia del camping Le Giare verificatasi il 10 settembre del 2000 in Soverato. 

Era il turno dei magistrati presenti,dichiarazioni dirette decise  a fare riflettere i numerosi presenti,Sandro Dolce, Sostituto della Procura Nazionale Antimafia, e Giovanni Bombardieri, Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica. Il Dott. Dolce ha parlato anche dell’indipendenza della magistratura sancita in Costituzione e dell’importanza dei segnali che devono provenire proprio dalla magistratura. Facendo riferimento ad alcuni processi conclusi nel territorio il Sostituto della Procura Nazionale Antimafia, ha specificato che ognuno deve prendere coscienza dell’importanza di essere una tessera indispensabile di un unico mosaico. Il Dott. Bombardieri ha lanciato un messaggio di speranza legato ai passi in avanti fatti sul territorio calabrese dagli anni ’90 ad oggi nella lotta alla ‘ndrangheta.

Specificando che la legalità ha un costo ma non essere liberi ha un costo altissimo, il Procuratore aggiunto della Repubblica, ha ribadito la necessità di non delegare ad altri ma di essere attivi, ciascuno nel proprio ambito di competenza, per il senso comune. A seguire Don Pino Silvestre, Vicario del Vescovo, dopo aver portato i saluti di Mons. Bertolone, ha richiamato alcune encicliche e le parole di Papa Francesco in merito alla sperequazione e al negato accesso a tutti alle risorse e ai beni della terra. Don Pino ha altresì fatto riferimento alla dottrina sociale della Chiesa, al principio di sussidiarietà e alla necessità di vedere l’uomo come fine e non come mezzo.

Le conclusioni, dopo un interessante dibattito che ha coinvolto il pubblico, sono state affidate a Don Marcello Cozzi, responsabile nazionale degli sportelli S.O.S. Giustizia, che nel suo intervento ha, tra l’altro  detto espressis verbis che oggi si deve chiedere “alla politica di essere più Politica e meno politici” e che la lotta alle mafie passa anche  attraverso un rafforzamento del un Welfare mortificato, attraverso il  chiedere a tutti di delegare di meno e di operare di più, attraverso il porre un freno all’ipertrofia legislativa e l’essere saldi nell’affermazione dei principi e dei valori irrinunciabili.

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