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SOVERATO (CZ) – CANILE SANITARIO, “0967”: «SU STRUTTURA CALATO IL SILENZIO»


Movimento Territoriale invita le autorità competenti a ultimare i lavori. «Ci sono le caratteristiche perché possa diventare “Provinciale”»

di Gianni ROMANO

SOVERATO (CZ) – 11 LUGLIO 2016 –  Il “Movimento Territoriale 0967” interviene ancora una volta intervenire per stigmatizzare situazioni che possono far perdere opportunità di sviluppo soprattutto culturale al nostro territorio.

«E’ il caso – si legge in una nota di Antonio Baldassarre Sinopoli –  del “canile sanitario” che versa ormai in stato di abbandono totale. La struttura progettata nell’era Mancini e realizzata nel mandato Taverniti  oggi sembra quasi una cattedrale nel deserto. Eppure è l’unica struttura sanitaria comunale presente nel territorio e che fra l’altro ha le caratteristiche per poter diventare “Canile sanitario Provinciale”».

«Ma andiamo per ordine – aggiunge la nota -. La struttura comunale fu realizzata dietro un bando regionale del Dipartimento Salute, una struttura che prevede il ricovero degli amici a quattro zampe per la prassi sanitaria (cure sanitarie, sterilizzazione, microcip a carico dei comuni dove vengono accalappiati i cani) per poi venire trasferiti in un rifugio canino che deve occuparsi del loro mantenimento, cura ed eventualmente affido a famiglie che ne facciano espressamente richiesta. Una “meraviglia” in un territorio che ancora è lontano anni luce dall’educazione ed il rispetto verso i nostri amici a quattro zampe. L’opera, pur essendo stati completati i lavori, non è ancora pronta, ma la possibilità di accedere al ribasso di gara per quasi 30 mila euro metterebbe il comune nelle condizioni di aprire il giorno dopo aver “perfezionato” gli ultimi ritocchi. Quindi Soverato così come tutti gli altri comuni del comprensorio avrebbe l’opportunità di ricoverare i propri “randagi” in casa propria invece di poggiarsi sulla struttura si San Floro (fra l’atro la legge parla chiaro, i cani devono percorrere il minor numero di chilometri possibili nel trasporto verso il ricovero)».

«Tutto questo – afferma Sinopoli –  per quanto riguarda il Canile Sanitario Comunale. Ma vi è di più: Soverato è riuscita grazie al lavoro del sottoscritto e dei ragazzi che lavorano gratuitamente per la Lega nazionale del cane sezione di Soverato ad abbattere i vincoli ostativi con decreto del Presidente della Regione per poter ospitare il Canile sanitario provinciale (una sorta di pronto soccorso aperto 24 ore su 24) per i nostri amici a quattro zampe. Un risultato eccezionale, basti pensare che con un lavoro certosino fatto in collaborazione con il Comune di Catanzaro (capo fila nella conferenza dei sindaci per decidere a chi assegnare lo status di “sanitario provinciale”) si è proceduti a inviare una missiva a tutti i comuni che erano disposti ad ospitare il canile sanitario provinciale e l’unico comune ad aver risposto positivamente è stato Soverato (anche perché l’unico dotato di una struttura sanitaria comunale, regola primaria per ospitare il provinciale”».

«Dal lontano 2014 ad oggi – commentano ancora dal Movimento Territoriale -, dopo tutti i sacrifici fatti per realizzare un’opera così strategica tutto tace. Non è giusto perché ne vale la credibilità di chi ha già lavorato per tale opera e ne vale la credibilità degli enti stessi (comune, asl e regione) che dopo aver scritto i bandi, le regole e i decreti, devono mettersi a disposizione affinchè tali opere vengano ultimate e migliorate. Ci sono fermi 180 mila euro destinati solamente alla trasformazione dell’attuale canile sanitario comunale in canile sanitario provinciale che sommati ai 30 mila euro del ribasso permetterebbero non solo la realizzazione totale di tale opera, ma l’opportunità di abbattere finalmente il muro del randagismo in tutti i comuni del comprensorio soveratese che hanno l’obbligo in materia sanitaria di prendersi cura dei randagi che vivono nel loro territorio».

«Il movimento territoriale  – conclude la nota –  invita tutti gli organi competenti una volta per tutte a sedersi intorno ad un tavolo e ultimare i lavori per la realizzazione di un’opera che rilancerebbe il territorio in materia di randagismo e sanitario, dimostrando che il territorio soveratese non è ormai nel dimenticatoio dei vertici dell’ Asl, ma che ogni singola opera, progettata e realizzata nei tempi, nei modi e nei parametri stabiliti dalla legge può diventare realtà».

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