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SORBO SAN BASILE (CZ) – PROTESTA SINDACO PER CHIUSURA POSTA, FAI CISL APPOGGIA L’INIZIATIVA


Il sindaco di Sorbo San Basile, Luigi Riccell, incatenato davanti all'ufficio postale di Sorbo San Basile per protestare contro Poste Italiane che ha ridotto i giorni di apertura.

Appello a consiglio regionale per dare risposte ad aree interne Regione

di REDAZIONE

SORBO SAN BASILE (CZ) – 9 SETTEMBRE 2015 –  Una battaglia di civiltà e di equità sociale. Pieno appoggio al sindaco di Sorbo San Basile Luigi Riccelli, contro la chiusura dell’ufficio postale del paese, circa 900 anime nella Presila Catanzarese, arriva dalla Fai Cisl di Catanzaro, Crotone e Vibo, che con il segretario generale Francesco Fortunato e quello territoriale Daniele Gualtieri, si appella a tutto il consiglio regionale, con tutte le sue rappresentanze, di maggioranza e di minoranza, per fare fronte comune e dare risposte certe e concrete alle aree interne della Calabria.

Un tema sempre all’attenzione mediatica ma che oggi va affrontato davvero e in tempi certi, soprattutto alla luce delle scelte che la giunta del presidente Mario Oliverio ha fatto di recente in termini della programmazione della spesa comunitaria 2014-2020. Mantenere il servizio, programmare un nuovo sviluppo, immettere nelle decisioni politiche una clausola sociale per un concreto futuro alle aree interne della Calabria, laddove si gioca una gran parte della questione calabrese, questo il percorso e le proposte che mette in campo l’organizzazione agricola, forestale e alimentare della Cisl. Che chiede, quindi, per tutte le aree interne della Calabria come la Presila e nel caso specifico per Sorbo san Basile, la massima e concreta attenzione di tutto il consiglio regionale, affinché si diano le attese risposte in termini di salvaguardia idrogeologica del territorio e una contestuale e concreta politica di mantenimento e sviluppo dei servizi ai cittadini.

Ed in questo contesto, quindi, per la Fai Cisl, è fondamentale tenere aperto l’ufficio postale di Sorbo San Basile, garantire livelli di servizi ‘non minimi’, anzi prospettare percorsi politici per implementare ulteriori servizi. Territori calabresi montani, e piccoli comuni dove vive oltre il 90% dei cittadini calabresi da anni ormai – denuncia la Fai Cisl – chiusi all’interno di un meccanismo micidiale, tra dissesto idrogeologico e depauperamento dei servizi. Una miscela esplosiva, un circolo vizioso che fa si traduce in uno spopolamento progressivo che a su volte si traduce in meno risorse trasferite e di conseguenza in un ulteriore dissesto idrogeologico.

Per uscire dalla logica infernale dei numeri e delle convenienze economiche, bisogna – sottolineano Francesco Fortunato e Daniele Gualtieri –  introdurre una clausola sociale, per fa si che un ente pubblico come le Poste possa mantenere il servizio postale di Sorbo San Basile come di altri comuni, e alla politica, in generale, di sviluppare le aree interne che possono progredire solo con una forte presenza pubblica. Una nuova politica, però, non il ritorno a certe pratiche del passato. Un nuovo corso delle relazioni tra enti pubblici, comuni, associazioni e organizzazioni sociali e sindacali che assieme ai cittadini possono assieme trovare le soluzioni per mantenere e sviluppare i servizi, dove tutti facciano la propria parte, ma le soluzioni e le risposte da dare ai cittadini, non sono più rinviabili.

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