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SINDACI MULTATI, DONATO A SOSTEGNO DEI COLLEGHI


Polemiche dopo il sit – in di protesta davanti alla casa di cura Domus Aurea a Chiaravalle. Otto primi cittadini multati per aver violato le prescrizioni

di REDAZIONE 

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  10 APRILE 2020 –  Il sostegno e la solidarietà ai colleghi sindaci del comprensorio delle Preserre e del Basso Ionio non si è fatta attendere.

Sindaci che giovedì scorso avevano preso parte assieme al primo cittadino di Chiaravalle Centrale Domenico Donato al sit – in davanti alla casa di riposo “Domus Aurea” struttura focolaio che ha segnato il triste primato dei contagiati e delle morti da Covid – 19 in Calabria.

«Sono stati sempre al mio fianco – ha detto Donato –  sostenendoci gli uni con gli altri in questa difficile missione.

Insieme a me hanno seguito le sorti di un epilogo che ha tenuto in ansia le comunità dei nostri territori da noi amministrati per diversi giorni.

Aver condiviso tutti insieme e ritrovarsi in quel luogo, a quell’ora, e aver condiviso quei momenti tristi, carichi di tensione, che rimarranno per sempre scolpiti nelle nostre menti ed in quella dei nostri concittadini nasce da motivi fondamentali».

Secondo l’inquilino della sede municipale di via Castello «l’aver appreso nel primo pomeriggio di giorno 2 aprile scorso attraverso una denuncia resa pubblica dal gestore della struttura Domenico De Sanctis che i pazienti non avrebbero avuto l’assistenza sanitaria dalle ore 20 in poi aveva fatto scattare la molla sfociata poi con il presidio davanti alla casa di riposo».

Poi «aver registrato inconsapevoli ritardi nelle operazioni di trasferimento. In questo particolare momento basta una semplice e banale distrazione per compromettere il lavoro che noi sindaci, con enormi sacrifici stiamo tentando di portare avanti».

Tutti insieme i sindaci avevano sperato che, all’indomani dello scoppio del focolaio e dell’ordinanza 19/2020, la Regione Calabria convocasse un tavolo di concertazione urgente con tutti i sindaci coinvolti per predisporre tutti insieme un piano condiviso, mirato, per affrontare il focolaio e le conseguenze strettamente connesse alla situazione della Domus Aurea.

«Purtroppo così non è stato, al danno la beffa – taglia corto Donato –  siamo stati lasciati soli, privi di dispositivo di protezione, con numero di tamponi insufficienti, in assenza di un protocollo specifico sui tamponi che avrebbe dovuto un orientamento fuori dall’ordinario in quanto sede focolaio, senza una equipe di sanitari specializzati per affrontare la problematica.

Mi chiedo, cosa avremmo dovuto fare? Rimanere in silenzio?»

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