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SICUREZZA SISMICA A PALERMITI, OK DEL CONSIGLIO AL PIANO DI MICROZONAZIONE


Documento individua i punti strategici in caso di terremoto. Comune inserito nell’elenco regionale per indagini

Articolo e foto di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud)

PALERMITI (CZ) –  3 GIUGNO 2020 –  Approvato lo studio di microzonazione sismica del territorio comunale e l’analisi della condizione limite dell’emergenza.

L’importante pratica è stata licenziata dal consiglio comunale di Palermiti, venerdì scorso, con il voto favorevole del gruppo di maggioranza e l’astensione di Domenico Emanuele, unico consigliere di opposizione presente.

Il sindaco Roberto Giorla, illustrando l’argomento, si è detto orgoglioso in quanto con tale pratica si conclude l’iter di approvazione dei piani tesi allo sviluppo del territorio e alla sicurezza sismica.

«Dopo l’approvazione in consiglio del piano strutturale comunale e del piano di protezione civile – ha sottolineato il sindaco – l’iter si conclude con lo studio di microzonazione del territorio, con cui si individuano le zone strategiche in caso di sisma.

Abbiamo ottenuto per questo un finanziamento regionale di circa 11 mila euro, a cui abbiamo aggiunto fondi comunali per circa 3700 euro».

Il consigliere di minoranza Emanuele ha motivato la sua astensione con il mancato coinvolgimento nella predisposizione degli atti propedeutici alla pratica.

Entrando nello specifico, Giorla ha poi reso noto che Palermiti è stato incluso nell’elenco dei comuni finanziati dalla Regione per lo svolgimento di indagini e studi di microzonazione sismica.

L’incarico è stato conferito al geologo Edoardo Peronace e all’ingegnera Valeria Cepi.

Con l’analisi della condizione limite dell’emergenza si punta, invece, a migliorare la gestione delle fasi immediatamente successive al terremoto.

Ai fini di tale attività, partendo dal piano di protezione civile, gli edifici strategici sono stati individuati nel palazzo municipale, che è anche sede del centro operativo comunale e che in questo periodo è interessato a lavori di adeguamento sismico, e la casa protetta “San Domenico”, struttura in cemento armato su due piani.

Definite anche le aree di emergenza, che sono scoperte e utili per l’ammassamento e il ricovero della popolazione: si tratta dell’area del santuario, area campo sportivo e area centro sociale, oltre al piazzale della scuola elementare.

Sono state individuate, infine, le infrastrutture di connessione e di accessibilità che collegano il sistema di gestione dell’emergenza con la viabilità principale esterna.

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