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“SGARBO” AL CONSIGLIO COMUNALE DI SQUILLACE, “CITTÀ SOLIDALE” APRE NUOVA STRUTTURA E NON INVITA NESSUNO


Mesoraca e Zofrea: “Nel segno dell’accoglienza si mortifica l’Istituzione locale”

di Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) –  9 FEBRAIO 2020 –  «Abbiamo appreso, con non poca meraviglia, che è stato inaugurato, in territorio comunale, località “Gebbiola”, il centro d’accoglienza “L’Ulivo”, creato dalla Fondazione “Città Solidale”, alla presenza delle autorità e dei sindaci dell’ambito territoriale, di cui è capofila il Comune di Soverato e di cui, fino a prova contraria, il Comune di Squillace fa parte».

Lo rendono noto i consiglieri comunali Oldani Mesoraca ed Enzio Zofrea, del gruppo di opposizione “TuttInsieme per Squillace”.

«La meraviglia – aggiungono –  nasce dal fatto che, considerato l’obiettivo, posto alla base dell’iniziativa, ed il naturale coinvolgimento dei rappresentati amministrativi dell’intero territorio, non si sia sentito, da parte degli organizzatori, non solo il dovere, che pure c’era, ma il buon gusto di estendere l’invito al consiglio comunale di Squillace, nella sua interezza e per il ruolo istituzionale che gli viene riconosciuto dalla Costituzione Italiana».

«Siamo certi – concludono –  che Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Squillace-Catanzaro, Mons. Vincenzo Bertolone, non sia al corrente di questo sgarbo istituzionale, fatto da qualche suo distratto collaboratore verso i singoli consiglieri e nei confronti dell’intera collettività squillacese che essi rappresentano, e che dell’accoglienza, nel tempo, ha sempre fatto una bandiera di civiltà».

Le ragioni del mancato invito degli attori istituzionali squillacesi potrebbe affondare nel contenzioso  in atto fra il Comune e la Fondazione.

Alla base vi è il pagamento di circa 9mila euro di tassa di urbanizzazione: si tratta di una somma che a più riprese “Città Solidale” ha chiesto indietro. Il Comune, di contro, non intende restituirla. Non solo,  ma l’ente ha deciso di opporsi al ricorso che la Fondazione ha proposto al Tar.

A detta dell’amministrazione comunale, “Città Solidale” è un ente privato che non ha sottoscritto alcuna convenzione utile al Comune e alla collettività in merito alle garanzie per il futuro. in modo tale da effettuare esoneri dalle tasse.

Da qui l’invito a chiudere o a cambiare destinazione d’uso all’immobile.

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