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SETTE COMUNI DEL VIBONESE PRONTI ALLA FUSIONE


Darebbero vita al secondo centro abitato per numero di abitanti di tutto il Vibonese, dietro soltanto al capoluogo di provincia

Fonte: ILVIZZARRO.IT 

PRESERRE (VV) –  10 APRILE 2019 – Puntano alla fusione i primi cittadini di 7 Comuni dell’Angitolano.

Una fusione che permetterebbe così di dare vita a quello che sarebbe il secondo centro abitato per numero di abitanti di tutto il Vibonese, secondo soltanto al capoluogo di provincia.

Mancano solo gli ultimi dettagli e poi l’iter verrà avviato dai sindaci Giuseppe Condello (San Nicola da Crissa), Marco Martino (Capistrano), Antonio Lampasi (Monterosso Calabro), Massimo Trimmeliti (Filogaso), Danilo Silvaggio (Maierato), Giuseppe Pizzonia (Francavilla Angitola) e Domenico Amoroso (Polia).

La decisione finale spetterà chiaramente ai cittadini residenti negli stessi 7 Comuni, ma i sindaci hanno già stilato in maniera condivisa, con analogo testo, una delibera in via di approvazione dalle rispettive giunte comunali.

L’atto darà il via allo studio di fattibilità propedeutico alla fusione, che andrà a misurare i potenziali vantaggi relativi al contenimento delle spese e all’acquisizione di finanziamenti di gran lunga superiori rispetto a quelli di cui attualmente beneficiano i 7 Municipi.

Vantaggi che quindi avrebbero ripercussioni di natura economico-finanziaria, ma anche sociale, demografica e di qualità dei servizi erogati alla cittadinanza. Solo in seguito, come già detto, verrà eventualmente proposto ai cittadini dei 7 Comuni di partecipare ad un referendum popolare con un apposito quesito sulla fusione in un unico centro.

Il nuovo Comune dovrebbe contare quindi su ben oltre 10mila abitanti, dei quali 2.175 (dati Istat 2018) attualmente residenti a Maierato, 1.906 a Francavilla Angitola, 1.663 a Monterosso, 1.416 a Filogaso, 1.312  a San Nicola da Crissa, 1.019 a Capistrano e 974 a Polia. 

L’iter è lungo ma i primi passi sono stati mossi oggi in un’iniziativa congiunta che si è svolta a Maierato, poi già nelle prossime ore il pallino passerà dalle giunte ai consigli comunali e, successivamente, sarà necessario un referendum popolare e un passaggio legislativo in consiglio regionale.

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