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SERRA, IN CONSIGLIO È SCONTRO FRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE


Non sono mancati veleni e accuse nel giorno del debutto per la nuova giunta comunale   

Fonte: ILMERIDIO.IT 

SERRA SAN BRUNO (VV) – 1 APRILE 2019 –  Nel primo Consiglio comunale post-crisi (assente Alfredo Barillari per motivi di lavoro; presenza di pubblico finalmente discreta), si è consumato un ulteriore strascico di polemiche e accuse fra i gruppi presenti nella nuova geografia politica serrese. 

Dopo la comunicazione dei nuovi componenti dell’Esecutivo da parte del primo cittadino Luigi Tassone (Jlenia Tucci vicesindaco; Francesco De Caria, Adele La Rizza e Antonio Gallè assessori), il consigliere Walter Lagrotteria si è detto “contento di vedere che almeno formalmente abbiamo un sindaco” anche se tenta di “liquidare la  nuova Giunta con la lettura del dispositivo” perché “per lui meno si parla, meglio è”. 

Lagrotteria ha additato “l’ennesima figuraccia”, ha asserito che avrebbe “voluto capire quali sono gli accordi programmatici” rilevando che “si è formata una maggioranza con una minoranza che è stata la più trombata della storia”. “Il primo vero atto di questa maggioranza – ha poi dichiarato – è l’aumento dell’Imu e della Tari”. 

Simili le riflessioni di Rosanna Federico che ha constatato che “la maggioranza attuale è diversa da quella uscita dalle urne” e ha affermato che “i consiglieri hanno l’obbligo di spiegare ai loro elettori le scelte prese”. 

L’esponente di “Liberamente” ha posto diversi interrogativi sullo svolgimento della crisi, delle successive trattative, sugli equilibri attuali e futuri e, dopo aver affermato che “il sindaco temeva che noi avremmo potuto accettare l’appello alla responsabilità”, ha invitato tutti alle dimissioni entro il 22 febbraio 2020 in modo da poter votare nella primavera di quell’anno. In più, ha messo in guardia sul fatto che “la maggioranza non ha i numeri per deliberare”. 

Replica all’attacco per il vicesindaco Jlenia Tucci che ha sottolineato che “mi spiace deludere chi è abituato a fare della dietrologia, ma siamo stati mossi dal senso di responsabilità” rimarcando le differenze fra il commissariamento dopo l’esperienza Rosi – durato 3 mesi – e quello ipotetico che si sarebbe potuto concretizzare e che “sarebbe durato oltre un anno” comportando “il blocco dell’azione amministrativa e dunque dello sviluppo”.

Condannato il “killeraggio politico”, ha precisato che “la scelta è stata mia, l’onorevole Salerno mi ha chiesto cosa intendessi fare e mi ha sostenuta”.

 Di “seduta pienamente valida” ha parlato il sindaco Tassone che ha biasimato chi “vuole trasformare il Consiglio in caciara politica o arringa” specificando che “il mio modo di fare politica non è certamente quello portato avanti da ‘Liberamente’” e ribadendo che “non ci appartengono la demagogia ed il populismo”.

Tassone ha aggiunto che “abbiamo chiesto noi a ‘In alto volare’ di entrare a far parte del governo della città” e, rivolto a Federico, ha criticato chi “in campagna elettorale si è seduta con tutte le forze in campo, compreso Salerno”. 

“Noi – è stato il punto di vista espresso da Cosimo Polito – per responsabilità saremmo stati contrari al commissariamento ed avremmo permesso di galleggiare all’Amministrazione, ma poi a febbraio 2020 ci saremmo rimessi alla volontà popolare”. Contestando la validità della seduta, Federico, Polito, Lagrotteria, Albano e Giancotti hanno abbandonato i lavori. 

Il Consiglio ha poi adeguato la Tari per coprire le maggiori spese di gestione dei rifiuti (costo passato da 880.000 a 929.000 euro per effetto del conguaglio delle tariffe 2016-17) e Imu sulla seconda casa, che è passata dal 7,6 per mille all’8,6 per mille. Tale decisione, secondo Tassone, è stata determinata dalle circostanze per cui “il Comune non naviga in buone acque e stiamo cercando di evitare il dissesto”.

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