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SELETTORI CINGHIALI, NELLE PRESERRE CATANZARESI REGNA L’IMMOBILISMO


L’Ato Cz2 è stata sorda, in quanto non ha fornito ancora, alcun segnale di attivazione e di operatività sui territori di competenza

di REDAZIONE

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 27 MAGGIO 2020 –  Nessun recepimento delle norme regionali, per quanto concerne l’attivazione delle squadre di selettori dell’Ambito territoriale di caccia Cz2.

La denuncia, è arrivata dopo l’incontro che il presidente del “Comitato contenimento cinghiali e difesa del territorio” Eugenio Fristachi ha avuto con l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo.

Non solo problemi riguardanti l’emergenza cinghiali che vive il comprensorio delle Preserre catanzaresi e i territori delle Serre vibonesi, ma l’incontro è servito anche per fare il punto su una serie di argomenti che hanno riguardato le problematiche legate alla tutela degli agricoltori, degli allevatori e dei cittadini calabresi, che come è noto per l’esponente regionale è una priorità assoluta.

Il punto focalizzante dell’incontro è stato che, sulla scorta della programmazione adottata dalla Regione, con le squadre di selettori che sono entrati in azione da subito, con facoltà di abbattere fino a 10.000 capi, rispetto ai 3.400 in precedenza indicati quale tetto massimo nelle Preserre, l’Ato Cz2 presieduta da Giuseppe Maida è stata sorda, in quanto non ha fornito ancora, alcun segnale di attivazione e di operatività sui territori di competenza.

Sia l’assessore regionale Gianluca Gallo che, il presidente del Comitato Eugenio Fristachi si sono trovati concordi nel fatto che “fondamentale sarà l’opera dei selettori, che non sono semplici cacciatori, ma tecnici specializzati in grado di distinguere da lontano gli esemplari maschi dalle femmine ed i piccoli dagli adulti”.

Regione che, oltre al piano di selezione, è pronta attraverso corsi specifici, alla formazione di altre unità da inserire nei territori dove in questi ultimi anni si è verificata una carenza di selettori.

La pandemia ed il conseguente lockdown, sono stati il detonatore di una situazione di per sé già esplosiva, favorendo la moltiplicazione dei cinghiali il cui numero è ulteriormente lievitato in breve tempo, fino a diventare un pericolo sempre più serio non solo per le coltivazioni e gli allevamenti, ma anche per l’incolumità pubblica, in considerazione degli incidenti stradali causati e del loro ingresso fin dentro i centri abitati.

Agricoltori delle Preserre che sono stati indennizzati da parte della Regione Calabria per i danni subiti nel 2016, mentre per i prossimi mesi sono previsti gli aiuti per il 2017.

Lo stanziamento è stato di 160.000 euro sino a 5 mila euro la competenza del ristoro è stata gestita dal presidente Giuseppe Maida Atc Cz2.

Comitato che ha chiesto pure un censimento aggiornato degli ungulati, per avere in mano la situazione reale della presenza degli animali selvatici nei territori. 

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