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SCETTRO DI GUERRA


Quando parliamo ad alta voce, anche animatamente, invece, capita di non esser compresi. In questi casi “comanda” il cuore o la mente?

di Rossella NASSO

PRESERRE (CZ) –  21 MAGGIO 2020 –  Durante le giornate, quando l’orologio scorre lento e si ha tempo per pensare interrogandosi, le domande affollano la mente già stanca.

Si riflette molto e anche il cuore inizia a fare a pugni con la ragione.

Vorresti arrestare quel tempo che inesorabilmente scorre lento, arrecando pensieri, illusioni, preoccupazioni e delusioni. Spesso quando si parla a bassa voce con noi stessi, le domande trovano risposte che gli si associano perché più comode.

Quando parliamo ad alta voce, anche animatamente, invece, capita di non esser compresi. Ci si interroga spesso sul dissidio ‘ma è la testa o il cuore a emettere volume?’.

Eppure il cuore sta sempre nello stesso posto. Si cresce e si impara che di suo vive in mille posti senza trovare mai una dimora fissa.

A volte sembra voler uscire dalla sua casetta, altre fa a cambio con il cervello. Altre ancora lo prendiamo per metterlo in mano ad altri rimanendo ferito, ma tornando comunque sempre al punto iniziale.

E poi ci sono i giorni in cui si pensa di non averlo più un cuore perché ferito nella sua essenza più vera, quella che genera sentimenti.

Lo cerchiamo in un profumo, in una canzone, in un vestito a noi caro conservato e magari anche rattoppato, cercando a tutti i costi di scrutarlo per capire se è ancora intatto o veste di nuovi colori.

Viene da pensare e riflettere sulla massima a tutti nota ‘il cuore ha ragioni che la ragione non conosce’.

Pensateci bene, è davvero così o la ragione è sovrana ed è lei a muovere i nostri passi cambiandone il destino?

È lei ad iniziare la guerra cercando di andare incontro al cuore o è il cuore a muovere le nostre azioni dandoci un’identità, tenendo lo scettro di una guerra vinta? 

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