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SANT’ANDREA APOSTOLO DELLO JONIO (CZ) – «ACQUA POTABILE: ORDINANZA SCRITERIATA..!»

Riceviamo e pubblichiamo:

SANT’ANDREA APOSTOLO DELLO JONIO (CZ) – 30 SETTEMBRE 2017 –  «Avendo raccolto numerose lamentele da parte della popolazione della Marina per l’Ordinanza sindacale che ordina il non utilizzo dell’acqua erogata dal Comune per gli usi potabili, alimentari ed affini, non possiamo esimerci dal dire la nostra sull’argomento.

Riteniamo, al riguardo, che si tratti di un provvedimento precipitoso ed allarmistico, sicuramente sproporzionato all’importanza dei fatti, proteso prevalentemente a pararsi le chiappe da parte degli uffici preposti e del Sindaco, in particolare, alla luce dei numeri che circolano e che il Sindaco ha omesso di riportare nel provvedimento.

Si tratterebbe, infatti di uno scostamento di appena 0,06 mg/litro di fluoruri, sul margine ammesso di 1,5 mg/litro. Uno scostamento irrisorio che non comporta affatto quello che il Sindaco ha ordinato, recependo la prudenza degli uffici preposti.

Orbene, occorre evidenziare che la concentrazione di fluoro trovata (1,56 mg/litro) non vuol dire che l’acqua è inquinata, al punto da nuocere immediatamente alla salute, ma semplicemente che è moderatamente “ricca di fluoro” che a lungo andare potrebbe causare  qualche problema ad alcuni soggetti particolarmente esposti come i bambini, le donne in stato di gravidanza, ecc.

Anche perché i parametri di legge fanno riferimento ad una normativa europea eccessivamente cautelativa tanto che la Regione Lazio, per non chiudere la maggior parte degli acquedotti comunali, ha dovuto chiedere ed ha ottenuto una deroga al parametro del fluoro in base alla quale lo ha portato da 1,5 a 2,5 mg/litro. Altro che 1,56..! A meno che,  non ci sia dell’ altro!!!

Comunque, il provvedimento del Sindaco, ancorché privo di buon senso, è andato ben oltre ogni limite di prudenza, vietando praticamente tutto e riducendo l’uso ai soli fini sanitari, praticamente per lavarsi, lavare i pavimenti ed i cessi. Divieti che diventano pesantissimi per gli esercizi pubblici che trattano sostanze alimentari: bar, pasticcerie, ristoranti, forni, pescherie, ecc., ma ancora più pesanti per chi ha il dovere di controllo.

A fronte di ciò, cioè di una situazione chiaramente da interventi della protezione civile, il Sindaco si è limitato ad esporre ridicole sanzioni ai trasgressori e patetiche prescrizioni agli addetti alla vigilanza. Senza pensare e quindi ordinare le misure conseguenti ai divieti da lui posti. Infatti, quante autobotti ha mobilitato per far fronte alla situazione di emergenza idrica? Quali misure di protezione civile ha preso? Quali indicazioni di sopravvivenza ha dato ai cittadini, per cucinare, lavare gli alimenti, lavarsi i denti, ecc. ecc.? Avrà pensato: mangiate d’asciutto e, comunque arrangiatevi.

È quello che in molti hanno fatto, alla faccia dei divieti e dei controlli dei preposti, secondo una prassi di sopravvivenza antica e consolidata.  Anche perché, la “ricchezza di fluoro” riscontrata potrebbe essere una malattia congenita del pozzo incriminato non destinata a guarire nel breve periodo. Nel qual caso il Sindaco dovrebbe avere la bontà di studiarsi e proporre strategie alternative e, comunque, di indicarci la presumibile durata dell’ordinanza e della sospensione d’uso di quell’acqua che il Comune ci vende come potabile.

Se le prossime analisi confermeranno il dato delle precedenti (1,56mg/litro), cosa farà il Sindaco? Non potendo più soprassedere ne rimangiarsi quanto ordinato dovrà chiudere il pozzo agli usi potabili. Conclusione: non vorremmo ripeterci ma siamo alle solite. L’Arcobaleno, è privo di buon senso, mentre abbondano: dilettantismo, improvvisazione e pressapochismo!!!»

Gruppo Civico “Raggio di Sole”