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SANT’AGAZIO, IL CUORE DI SQUILLACE BATTE FORTE PER IL PATRONO (VIDEO)


Festa patronale condizionata dalle restrizioni Covid che hanno costretto a formule religiose senza fedeli e a cancellare i festeggiamenti civili. Le emozioni non sono mancate lo stesso

di Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) – 8 MAGGIO 2020 – Festa molto “particolare”, ieri, in onore di Sant’Agazio, patrono della città e dell’arcidiocesi. 

Le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno costretto a formule religiose senza fedeli e a cancellare le manifestazioni civili.

Con il virus a dettar regole, il parroco don Enzo Iezzi ha dovuto fare di necessità virtù. Pur con tutti gli accorgimenti del caso, le funzioni non potevano non avere un sapore particolare.

A cominciare dalle messe di novena, trasmesse quotidianamente dalla basilica in diretta streaming sulla pagina Facebook della Comunità Ecclesiale Squillace.

L’intera comunità, ma anche molti emigrati in Italia e all’estero, si sono stretti in un costante “abbraccio virtuale” al Santo.

E anche ieri, giorno della festa, non è mancato l’afflato social di “squillacese devozione”.

La basilica vuota nel  corso della messa solenne, però, ha fatto un certo effetto. Triste espressione della realtà attuale,  ha stonato con la moltitudine di popolo che l’ha sempre gremita “per” il patrono.

Ieri c’era “solo” il rimbombo della voce dei sacerdoti: il celebrante padre Piero Puglisi, monsignor Raffaele Facciolo, monsignor Giuseppe Megna e don Enzo.

Ieri c’era “solo” la voce delle suore Carmelitane dello Spirito Santo e di alcuni componenti il coro “Santa Cecilia”.

Ieri c’era “solo” il sindaco Pasquale Muccari e i rappresentanti della polizia locale con il gonfalone della città.

C’era, però, con la mente e con il cuore, tutta Squillace.

Nel pomeriggio, a bordo di un piccolo cassonato, la statua del santo l’ha percorsa tutta: prima il centro storico, poi le frazioni Lido e Fiasco Baldaya.

L’emozione ha fatto il resto, soprattutto durante le soste di preghiera in alcune zone del territorio, adornato con vermigli damaschi penzolanti dai balconi.

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