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SANREMO 2022, IL RACCONTO DI UN BEL FESTIVAL! (CON VIDEO)


Spettacolo in totale sintonia con un Paese che rivuole la normalità perduta

di Francesco PUNGITORE

PRESERRE (CZ) –  12 FEBBRAIO 2022 –  Liberazione, rinascita o, in termini molto più ambiziosi, speranza. Insomma, non è stato il solito Festival. Sanremo 2022 ha voluto indicare una strada, un orizzonte, un’apertura verso il futuro.

Tra canzoni (ovviamente), gossip (come al solito), provocazioni (più o meno riuscite) e un monumentale Amadeus (ormai re della città dei fiori), quest’anno il grande spettacolo Rai ci ha regalato un’aria di ritrovata (finalmente) normalità dopo gli anni duri, durissimi, della pandemia.

Ovviamente non potevano mancare i controlli stringenti, i tornelli, le mascherine, i tamponi e i green-pass, ancora a proteggere e ricordare del pericolo incombente.

Ma, alla fine, simbolicamente, tutta la settimana sanremese si è trasformata in un corale inno liberatorio. In sintonia con un Paese che quella serenità la sogna da troppo tempo.

“Ritornare al Festival di Sanremo con il pubblico in presenza è stato un segnale di fiducia e speranza per tutto il Paese e gli Italiani” ha dichiarato, non a caso, il Sottosegretario alla Salute Andrea Costa, a Sanremo in occasione della 72esima edizione del Festival della Canzone Italiana. Ma analizziamo per singoli punti com’è andata quest’anno.

SVECCHIATO – Ne è passata di acqua sotto i ponti, da quando il Festival veniva snobbato dai giovani che lo etichettavano come uno spettacolo per vecchi. Adesso, invece, sono proprio i teen-agers ad alimentare il successo di Sanremo che, peraltro, non ha perso l’appeal nei confronti di quarantenni, cinquantenni e via dicendo.

Una formula vincente, plasticamente rappresentata dal podio di quest’anno: tre generazioni sul palco finale dell’Ariston  con Mahmood & Blanco vincitori di questa 72esima edizione, Elisa al secondo posto e l’intramontabile Gianni Morandi al terzo.
FENOMENALE – Per la Rai, l’ennesima festa dell’audience. Record di ascolti e di raccolta pubblicitaria, il che rende ancora il Festival uno dei motivi principali di orgoglio, anche in termini di cassa, ma non solo, per Viale Mazzini.

I numeri? Media di ascolto del 58 per cento, con la serata finale sopra il 66. Meglio della Nazionale di calcio in tv. What else?

IMPEGNATO – Ad Amadeus riesce tutto. Anche l’inserimento di temi impegnati, tra un brano e l’altro. Il monologo dell’attrice Lorena Cesarini contro il razzismo, checché se ne dica, ha emozionato.

Il ricordo del trentennale delle stragi di Capaci e Via d’Amelio, con le parole dello scrittore Roberto Saviano, ha rappresentato uno dei momenti più alti del Festival. E poi, l’unicità di Drusilla Foer – presenza scenica e taglio intellettuale – per ragionare su tolleranza, inclusione, rispetto, diversità. Su Ornella Muti meglio sorvolare, in omaggio alla grandezza dell’artista.
LEGGERO –  Fiorello e Checco Zalone resteranno nella storia di questa edizione. La loro travolgente ironia ha restituito leggerezza alle serate. Quella leggerezza evocata da Sabrina Ferilli con il suo originale “non monologo” e con la sua forza di voler “planare sulle cose dall’alto” e “non avere macigni nel cuore”.

E poi i “superospiti”. Lorenzo Jovanotti tra tutti, accolto dai fans in delirio.

FLOP E TORMENTONI – Achille Lauro ha tentato la via dello scandalo per farsi notare. Operazione non riuscita con la giuria sanremese (salvo poi ritrovarsi in cima alle classifiche Spotify e radio!).

Così come non si è ben capito l’abbinamento Irama-Grignani, nella serata dedicata alle cover. Molto meglio ha fatto “La Rappresentante di Lista”, piazzatasi al settimo posto al Festival, ma, soprattutto, protagonista del tormentone che già strizza l’occhio all’estate: “Ciao, ciao”.

VETRINA – La settimana del Festival è sempre una grande occasione per mettere in evidenza le eccellenze italiane. Non solo in campo musicale. Il Palafiori, ribattezzato “Casa Sanremo”, è lo spazio dedicato agli eventi collaterali, alle regioni, alle aziende.

E’ qui che abbiamo incontrato l’orafo calabrese di Crotone Michele Affidato, ormai da anni protagonista della kermesse con le sue originali creazioni artistiche e i suoi premi speciali. Da vent’anni presente al Festival la manager di Catanzaro Monica Minervini con le modelle della sua agenzia di moda ed eventi “Service Management”.

A Sanremo, quest’anno, anche alcuni tra i più importanti marchi dell’industria agroalimentare calabrese: Olio Igp di Calabria, ‘Nduja Bellantone di Spilinga, Amaro 05. Numerosi gli eventi in riviera, nell’arco della settimana dedicata alla kermesse canora, per promuovere le produzioni tipiche. Portavoce delle aziende calabresi e delle loro referenze, l’imprenditore di Vibo Valentia Roberto Incoronato.

SANREMO E’ SANREMO – Insomma, Sanremo è Sanremo. Un fenomeno unico. Uno spettacolo inimitabile.

E’ finito da pochi giorni, ma già si pensa al 2023! Con o senza Amadeus?

Lui intanto risponde così: “Avremo modo di parlarne…”. A noi non ci resta che salutare con un “arrivederci” al prossimo Festival.

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