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SANITÀ IN CALABRIA, TORCASIO: «PRIGIONIERI DI UNA CLASSE DIRIGENTE INADEGUATA»


Riceviamo e pubblichiamo:

MARCELLINARA (CZ) –  23 NOVEMBRE 2020 –  La Calabria assiste inerme ad eventi che fanno emergere tutta la loro drammaticità. Innanzitutto, vorrei esprimere  la mia solidarietà e vicinanza alle popolazioni del crotonese che hanno subito gravi danni e sofferenze  in queste ultime ore.

Penso a tutti quei commercianti e cittadini che stanno vivendo un ulteriore aggravamento della loro già precaria situazione dovuta alla pandemia e che oggi vivono un sentimento di solitudine, ma non è così.

Tutti i calabresi e le forze sane di questa regione sono insieme a loro e sono certo che ognuno farà la propria parte. Purtroppo  devo constatare che, ancora una volta, siamo tutti prigionieri di una classe dirigente inadeguata.

La prima eletta su base conservativa e autoreferenziale mentre  la seconda eletta in sfregio alla prima senza alcun criterio logico.

Entrambe hanno una cosa in comune: la sindrome dei primi della classe. Si continua ad illudere la cittadinanza con la politica degli annunci. La frenesia comunicativa dei nostri giorni  ha prodotto l’ennesima brutta figura.

I risultati  diventano  ancor più devastanti per la confusione generata allontanando la nostra gente dai luoghi di discussione e con il serio rischio di alimentare l’intreccio infernale nel quale si affermeranno partiti  e/o movimenti civici trasversali che aggraveranno le criticità senza risolvere nulla!

C’è chi ancora oggi, dopo tutto quello che stiamo vivendo, discute solo di candidature che spesso vengono descritte come la panacea di tutti i mali oppure designate dai soliti quadri romani che hanno perso la percezione dello spazio e del tempo.

L’azione politica deve garantire la diversità di pensiero nei luoghi delle decisioni oltre ad ascoltare i cittadini, le associazioni, i movimenti, con le risorse imprenditoriali e professionali, che hanno a cuore il destino della nostra terra per essere, insieme,  protagonisti della rinascita della Calabria, un cammino che servirà ad essere la base progettuale e politica di quel percorso virtuoso che dovrà condurci alle prossime elezioni, da vincere, questa volta non contro qualcuno ma per i calabresi tutti.

La pandemia, alla quale si è aggiunta la vacatio istituzionale, ha provocato  la tempesta perfetta.

Ora non sappiamo se questo evento abbia sconvolto o turbato le convinzioni di qualcuno e neanche se possa avere influito addirittura sulla vita psichica di pochi o di molti, ma l’avvenimento concreto si è verificato, anzi più di uno, nella tranquilla Calabria.

Quello che sta accadendo potrebbe simbolicamente rimandare alla celebre frase gattopardesca: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Gli appassionati di citazioni riprendono spesso la frase di Tancredi ma dimenticano sempre quella che viene dopo, pronunciata da don Fabrizio: “… e dopo sarà diverso, ma peggiore.”

 Proprio vero, peggio di così non si può, amata Calabria.

La nostra terra non ha bisogno di eroi, ma sicuramente ha bisogno delle migliori risorse per la gestione politica ed amministrativa del bene comune.

 Giovanni TORCASIO, Segretario Circolo PD Marcellinara

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