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SAN CALOGERO, L’OPPOSIZIONE “GETTA LA SPUGNA”


San Calogero, il municipio

Dopo che Corte d’Appello di Catanzaro ha decretato la non candidabilità del sindaco, si sono dimessi i consiglieri di minoranza Giuseppe Muraca, Giuseppe Preiti e Vincenzo Zinnà

di REDAZIONE

SAN CALOGERO (VV) –  28 OTTOBRE 2018 – «Dopo aver attentamente riflettuto sulle recenti risultante della Sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro, la quale, in maniera chiara e concisa ha decretato l’incandidabilità del Sig. Nicola Brosio, sindaco di San Calogero, non possiamo esimerci da alcune valutazioni di carattere politico ma anche e soprattutto di carattere morale».

Lo affermano in una nota i consiglieri dimissionari di minoranza Giuseppe Muraca, Giuseppe Preiti e Vincenzo Zinnà.

«Non è nostra intenzione –  aggiungono – speculare sulle vicissitudini del Primo cittadino, ma ci saremmo aspettati da parte sua un gesto di responsabilità e di rispetto della collettività sancalogerese, ma purtroppo così non è stato. Ed infatti, dopo tre anni in cui abbiamo assistito ad un immobilismo politico da parte di questa amministrazione, la quale si è unicamente limitata a portare avanti l’ottimo lavoro svolto dalla Commissione Straordinaria, subiamo per l’ennesima volta le scelte scellerate di codesti soggetti».

Come sottolineato anche in una lettera inviata al prefetto di Vibo, Giuseppe Gualtieri, secondo i consiglieri di minoranza dimissionari «nell’ultima si è assistito ad una difesa estrema della figura del sindaco culminante con la definizione della pronuncia della Corte d’Appello ingiusta e superficiale, dimostrando in tal modo poco rispetto nei confronti delle istituzioni, ma soprattutto dell’intera collettività.»

In più, da un punto di vista amministrativo, i membri della minoranza hanno dichiarato che «uniche delibere degne di nota, vanno ravvisate nei vari incarichi fiduciari destinati a parenti e soci, la delibera con cui il Sindaco si è fatto riconoscere la contribuzione professionale pregressa in spregio alla legge, ma soprattutto alla popolazione ed il dissesto finanziario. Un vero record per questo Sindaco e per questa amministrazione, infatti sono stati i primi ad essere sciolti per infiltrazioni mafiose, i primi a decretare il dissesto finanziario ed il primo ad essere dichiarato incandidabile».

«Noi consiglieri di opposizione – dicono ancora – non possiamo che prendere atto di ciò, e consapevoli del fatto che la morale ha un valore fondamentale prima di ogni cosa, abbiamo deciso per rispetto delle Istituzioni, di rassegnare le dimissioni dalla carica ricoperta».

 «Ed infatti  – concludono – per come già anticipato nell’ultimo consiglio, nel quale abbiamo assistito ad una difesa estrema del primo cittadino, con attacchi gratuiti all’operato dei giudici di secondo grado, non possiamo che discostarci da tali soggetti che continuano a perpetrare un situazione di illegittimità».

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