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«SALVARE LA CASA DELLA SALUTE DI CHIARAVALLE», LE OPPOSIZIONI “ALZANO LA VOCE”


Maida, Maltese e Pelaia hanno presentato una istanza –  richiesta formale a tutela del Punto di Primo Intervento e di tutti i servizi che vengono erogati con richiesta di convocazione del Distretto Socio Sanitario di Catanzaro e del consiglio comunale

di Franco POLITO

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  20 LUGLIO 2020 –  Evitare un ulteriore depauperamento del territorio e a difesa dei diritti fondamentali dei cittadini, primo fra tutti quello alla salute.

Viaggia su questa direttrice la istanza –  richiesta a tutela della Casa della Salute vergata dai consiglieri comunali di opposizione Giuseppe Maida (Pd), Francesco Maltese (Cambiamo Chiaravalle) e Bruno Pelaia (Forza Italia).

Quattro i destinatari. Al Ministro della Salute e al Presidente della Regione Calabria chiedono di attivarsi al fine di effettuare un intervento immediato e tempestivo per il ripristino dell’orario di 24 ore continuative presso il Punto di Primo Intervento.

Il dirigente Generale Dipartimento e Tutela Della Salute dell’Asp di Catanzaro, invece, viene sollecitato per la convocazione urgente del Distretto Socio Sanitario di Catanzaro.

E poi il direttore generale dell’Asp,  a cui si chiede di revocare l’atto con il quale è stato disposto il ridimensionamento orario del servizio del Ppi.

Non manca il prefetto Di Catanzaro, con la richiesta di vigilare anche al fine di evitare problematiche di carattere di ordine pubblico.

Infine il sindaco di Chiaravalle Centrale cui si domanda la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario ed urgente al fine di intervenire per la tutela dei servizi erogati dalla struttura.

La presa di posizione dei tre esponenti delle opposizioni arriva dopo che l’Asp avrebbe disposto nei giorni scorsi un drastico ridimensionamento dei servizi presso la Casa della Salute di Chiaravalle Centrale con riduzione dell’orario delle prestazioni del Punto di Primo Intervento da 24 ore a 12 ore giornaliere.

«Detta scelta, soprattutto in una situazione di emergenza – sottolineano -, risulta del tutto inadeguata e penalizzante non solo per il Comune di Chiaravalle Centrale, ma per tutto il comprensorio.

Si tratta di un ulteriore declassamento e non si comprende come il Sindaco di Chiaravalle Centrale e la sua maggioranza, che spesso hanno affermato di battersi a tutela della Casa della Salute, ad oggi non hanno predisposto alcuna formale azione finalizzata alla salvaguardia del Punto di Primo Intervento (per il mantenimento delle prestazioni di 24 ore) e per la tutela di tutti i richiamati servizi che oggi risultano interrotti».

A loro dire «detto considerevole ridimensionamento potrebbe portare alla chiusura totale del Punto di Primo Intervento, nonché alla chiusura della stessa Casa della Salute generando gravi ripercussioni e disservizi su tutto il territorio.

« Ad oggi, inoltre, risultano sospesi e rallentati diversi servizi, tra cui le prestazioni di carattere radiologico e la Moc che comportano un ulteriore e grave disagio per tutta la collettività».

Considerazioni che poggiano sulla premessa secondo cui «la Regione Calabria, per come emerge dal sito ufficiale dell’Asp di Catanzaro, ha individuato nel Comune di Chiaravalle Centrale, ex Presidio Ospedaliero, la Casa della Salute quale sito del nuovo assetto del Sistema Sanitario Calabrese.

Difatti, la struttura di Chiaravalle Centrale è stata definita da tutte le Amministrazioni Regionali come punto di eccellenza e riferimento per l’intero territorio regionale.

Quindi, come notorio, la Casa della Salute di Chiaravalle Centrale nasce come una struttura polivalente e funzionale in grado di erogare materialmente l’insieme delle cure primarie, di garantire la continuità assistenziale e le attività di prevenzione; è una sede pubblica dove trovano allocazione, in uno stesso spazio fisico, i servizi territoriali che erogano: prestazioni sanitarie e sociali».

La conclusione non ammetterebbe repliche: «La Casa della Salute rappresenta pertanto il punto di riferimento fondamentale per la salute dei cittadini, dovendo garantire il coordinamento di tutte le attività relative ai loro problemi di salute». 

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