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RITARDI PAGAMENTI FARMACIE, RHODIO RESPINGE RESPONSABILITÀ


Riceviamo e pubblichiamo:

SQUILLACE (CZ) –  4 NOVEMBRE 2018 – «Con riferimento all’articolo apparso su Gazzetta del Sud, il giorno 27 ottobre, pagina 20, respingo ogni responsabilità diretta e personale circa i ritardi del pagamento dei farmacisti che si verificavano, già dagli anni precedenti, anche nel 1992 (quasi trenta anni fa!). 

Anzi mi ritengo vittima di un meccanismo legislativo, illogico e illiberale, che invece di caricare dei ritardi medesimi il vero responsabile, che all’epoca era il Servizio Sanitario Nazionale (cioè lo Stato), addossa sui Rappresentanti Legali delle Regioni (privi di qualsivoglia competenza, statutaria e regolamentare, per emettere mandati di pagamento) le occasionali, mancate puntualità, che peraltro si verificano tuttora e non solo per il settore farmaceutico (Laboratori, Ospedali, Case di cura), per le note, endemiche difficoltà finanziarie delle Regioni e degli Enti Locali. 

A parte le contestazioni ed opposizioni tecniche, temporali e procedurali, già brevemente formulate e di imminente presentazione nelle sedi giudiziarie competenti, evidenzio e ritengo ingiusto di volermi caricare di una responsabilità oggettiva per un ritardo nei pagamenti ad alcune farmacie dell’Usl di Palmi nel 1992, e in concomitanza col mio  insediamento come Presidente (avvenuto proprio nel febbraio 1992), responsabilità che era imputabile, come detto, semmai solo al ritardo delle rimesse del fondo (peraltro insufficiente) da parte del Governo Centrale che riguardava tutta l’Italia, contro il quale ritardo e inadeguatezza io e la mia Giunta ci  opponemmo in modo costante e risoluto.

Ne sono autorevoli testimoni tutti i giornali di allora e il dibattito nel Parlamento italiano, stracolmi delle proteste di tutte le Regioni italiane, e del mio scontro polemico con il “conosciutissimo” Ministro della sanità dell’epoca, on. De Lorenzo, che portò all’abbandono del tavolo delle discussioni – per la prima volta nella storia – da parte della folta delegazione della Conferenza dei Presidenti delle Regioni Italiane.

C’è inoltre da ricordare che solo un gruppetto di farmacisti della predetta sola USL, su 31 USL calabresi, ritenne di invocare l’intervento, anche penale, della Magistratura, che mandò tutti assolti gli Amministratori regionali, e che neanche FEDERFARMA, intervenuta per l’evidente correttezza dei comportamenti della Giunta, riuscì a fermare….

 Non posso infine non ricordare che io e la mia Giunta, appena insediati (febbraio 1992), non solo ci siamo immediatamente e reiteratamente impegnati perché Roma mandasse e aumentasse le somme necessarie, ma soprattutto ci siamo determinati a proporre e far approvare dal Consiglio la Legge n. 3 dell’aprile 1992, che riordinò i servizi sanitari (compreso quello farmaceutico) e ridusse le USL calabresi da 31 a 11, imponendo ovviamente tempi maggiori ad ogni attività fino al regolare passaggio di poteri e  competenze dalla Regione alle nuove USL (decentramento), e tra le stesse USL così ridotte e riformate.

Altro che danno erariale: la Giunta Rhodio ha procurato  (prima in Italia) un RISPARMIO ERARIALE NOTEVOLISSIMO: da aprile 1992, dopo due mesi dall’insediamento, tagliate in Calabria 20 USL con le relative spese!!!.

 Questo spulcio di argomenti, tra i tanti, credo che possano motivare sufficientemente l’ingiustizia del recente provvedimento – che dovrebbe far pagare l’esigenza del buon governo all’Ente e alla persona sbagliata, che ci cimentavamo con azioni riformatrici – e la conseguente fermissima opposizione da me avviata tramite il mio legale Avv. Vono, confidando come sempre nella serenità e obiettività della Magistratura adita».

Guido RHODIO, già presidente della Regione Calabria ed ex sindaco di Squillace 

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