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RIPARTENZA SERIE A, OGGI LA VERITÀ


Alle 18.30 il ministro incontrerà gli “stati generali” del calcio per decretare la ripartenza. La A pronta a cominciare con la Coppa Italia per risolvere la grana tv

Fonte: TUTTOSPORT.COM (Stefano SALANDIN)

PRESERRE (CZ) –  28 MAGGIO 2020 –  Il giorno della verità è arrivato: questa sera, alle 18.30, il ministro dello sport Vincenzo Spadafora terrà un summit con gli “stati generali” del calcio (non solo il presidente della Figc, Gravina e della Serie A, Dal Pino: in videoconferenza saranno collegate tutte le Leghe e le componenti, Aic compresa). Finalmente conosceremo la data di ripartenza della Serie A e, con ogni probabilità, della Serie B.

La Serie A “balla” tra il 13, data preferita dalla maggioranza dei club, e il 20 giugno mentre la Serie B ha individuato un periodo tra il 20 e il 27 di giugno. Sul fatto che si ricominci ormai non vi sono praticamente dubbi, ma nodi da sciogliere sì, e anche parecchio intricati. Soprattutto, ovviamente, per la Serie A.

Della questione protocollo medico potete leggere nella pagina accanto (e comunque oggi il Cts darà una risposta anche sul protocollo relativo alle partite e alla gestione di stadi e trasferte), mentre sul tavolo resta aperto il dossier “partite in chiaro”. Il ministro è tornato alla carica per trasmettere una “Diretta gol” ma non vi sono margini per riuscire a trovare un accordo con la Lega di A e le emittenti, vincolati come si è da questioni legali, contrattuali (le ingiunzioni di pagamento dei club verso Sky per l’ultima rata sono quasi un dato di fatto) e concorrenziali (anche la Rai si è detta contraria a meno di… contropartite).

Insomma, un ginepraio. La Lega potrebbe mediare proponendo una vecchia idea: ripartire il 12 e 13 giugno con le due gare di ritorno delle semifinali di Coppa Italia tra Juve-Milan e Napoli-Inter che, di competenza Rai, sarebbero visibili in chiaro su tutto il territorio Nazionale.

Poi, dal 20 giugno, via al campionato con i quattro recuperi della 25ª giornata.

STIPENDI E ORARI

L’altro nodo, che riguarda solo marginalmente – almeno alla luce del sole – la politica, è relativo agli orari delle gare. I calciatori non vogliono scendere in campo di pomeriggio. Prima la Lega aveva ipotizzato tre slot alle 16.30, 18.45 e 21 e ora è disposta a posticiparli alle 17, 19.15 e 21.30.

Non abbastanza per l’Aic che, al di là delle legittime preoccupazioni su ritmi e condizioni, lega questa rivendicazione alla battaglia sui pagamenti degli stipendi: un ammorbidimento su quel fronte (e una conseguente restrizione delle norme sulle iscrizioni della Figc) renderebbe più sopportabile il caldo di giugno.

Di sicuro non dispensa certezze Damiano Tommasi che si affida addirittura all’immenso Ungaretti (parafrasando il componimento “Soldati”): “Si sta come a maggio, in Italia, la serie A”.

Peccato che quelle parole liofilizzassero in poesia, con inesausta maestria, una tragedia immane.

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