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RIFLESSIONE DELLA DOMENICA: DALLA PAROLA ALLA VITA


La trave e la pagliuzza

A cura di don Roberto CORAPI (Arciprete ad Amaroni)

 AMARONI (CZ) –  27 FEBBRAIO 2022 –  L’odierna pagina evangelica ,presenta brevi parabole, con le quali Gesù vuole indicare ai suoi discepoli la strada da percorrere per vivere con saggezza. 

Può forse un cieco guidare un altro cieco? 

Egli vuole sottolineare che una guida ,non può essere cieca ,ma deve vedere bene cioè deve possedere la saggezza ,per guidare con saggezza, altrimenti rischia di causare dei danni alle persone che a lei si affidano.

 Bisogna essere consapevoli del proprio ruolo e usare tanto discernimento ,per indicare la strada giusta sulla quale condurre le persone.

 Carissimi, il Vangelo ci indica l’atteggiamento della mitezza e della misericordia per essere persone sincere, umili e giuste e non essere presuntuosi e ipocriti.

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio ?

 Lo sappiamo tutti, che è più facile scorgere e  condannare i difetti e peccati altrui, senza riuscire a vedere i propri, con altrettanta lucidità.

 Per conoscere e correggere i nostri difetti, abbiamo bisogno di essere aiutati: il marito lo chieda alla moglie e la moglie lo chieda al marito: quali sono i miei difetti?

 Chiedetelo ai  figli, ai genitori, chiedetevelo fra fratelli, fra amici, fra colleghi: aiutami a correggere i miei difetti.

 Quando mi indicano un mio difetto, ci resto male perché l’orgoglio cerca di difendersi, ma quell’orgoglio deve morire e l’osservazione di un fratello è aiuto prezioso per me.

Chi vive con me mi vuole bene, mi conosce meglio di come mi conosco io e mi può aiutare, però dobbiamo mettere da parte il nostro orgoglio.

 Carissimi cogliamo tutte le occasioni per migliorare, il maestro ci aiuta a diventare come lui.

 Insomma per correggere bisogna vedere bene e seguire alcune regole di comportamento suggerite dal Signore  stesso.

 Per correggere una persona, dobbiamo usare l’amore e la carità perché senza amore carità sarebbe come fare un intervento chirurgico senza anestesia, con la conseguenza che l’ammalato morirebbe di dolore e la carità e come un’anestesia che aiuta a ricevere la cura e accettare la correzione.

 A noi  il lavoro che faremo a tu per tu con il Signore dentro di noi.

 Invito ciascuno di voi a pregare, perché Gesù conceda il dono della pace ,in questo momento particolare della storia mondiale, dove si alzano venti di guerra.

 No alla guerra, Sì alla pace.

 No alla violenza, Sì all’amore.

 Santa domenica a tutti e Cristo Regni. 

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