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RICORDI E TRADIZIONI, RIVIVONO GLI ANTICHI NOMI DELLE “RUGHE” DI AMARONI


L’amministrazione comunale ha apposto delle tabelle con l’indicazione dell’attuale via insieme all’antica denominazione 

di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud) 

AMARONI (CZ) –  11 GIUGNO 2020 –  Le vie e le piazze di Amaroni indicate con i nomi di una volta. 

È un’idea che si sta concretizzando in questi giorni nel piccolo centro delle Preserre, dove l’amministrazione locale ha pensato bene di apporre delle tabelle con l’indicazione dell’attuale via insieme all’antica denominazione. 

Una trovata lanciata direttamente dal sindaco Gino Ruggiero e subito accolta di buon grado dai cittadini. 

E così largo Carbonai si scopre che anticamente si chiamava “u chianu d’a fhuntana”, via Giardino era “a rughicedha”, vico Orto è situato nella vecchia “ruga de’ sùrici” e così via. 

«Abbiamo cercato – afferma Ruggiero – di rispolverare nelle nostre menti i ricordi dei nomi antichi delle nostre vie e località. 

L’idea è piaciuta e quindi continueremo con altre tabelle indicative, magari supportati anche dai suggerimenti dei cittadini. 

Abbiamo pensato a questo proprio per mantenere viva la memoria, rispolverando le vecchie denominazioni dei rioni da indicare insieme al nome attuale delle vie e da tramandare ai posteri. 

Tanti gli apprezzamenti giunti dalle persone anziane: in molti ci stanno chiedendo di affiggere altre tabelle dando suggerimenti sul nome dei siti». 

Le nuove tabelle toponomastiche sono state affisse grazie all’impegno diretto dei consiglieri comunali Antonio Scamarcia e Francesco Muzzì. 

I cittadini meno giovani, intanto, si stanno sbizzarrendo cercando di ricordare il nome dei vecchi rioni: dietro la denominazione di un luogo spesso si nasconde una storia o un evento particolare. 

Via Roma, per esempio, era “a ruga do sala”; una parte di via Indipendenza era “Buttafhuocu”, un’altra parte “a Scivulenta”; e via Kennedy era “u ‘ndrala”. 

Insomma, una specie di denominazione “affettiva”, che era poi l’usanza dei nostri avi di indicare le varie zone del paese prima che venisse adottata la toponomastica ufficiale.

 Quindi, non vere e proprie ricerche storiche sui luoghi, ma un’operazione che si basa sugli aneddoti e sulla tradizione orale degli abitanti. 

Il sindaco Ruggiero assicura che l’iniziativa proseguirà con l’intento di recuperare ancora i vecchi nomi delle varie zone e di affiggere più tabelle possibili “ad imperitura memoria”.

 «Perché – conclude il primo cittadino – le nostre “rughe” sono i nostri ricordi e le nostre tradizioni». 

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