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RICONOSCIMENTO IGP PER IL FINOCCHIO DI ISOLA CAPO RIZZUTO, COLDIRETTI CALABRIA: «ADESSO RICHIEDE DISPONIBILITÀ IDRICA COSTANTE»


Aceto: non più rinviabile la modifica delle convenzioni con A2A

 di REDAZIONE

 PRESERRE (CZ) –  7 MAGGIO 2022 –  La pubblicazione della domanda di registrazione del “Finocchio di Isola Capo Rizzuto IGP” sulla Gazzetta Ufficiale del 2 maggio scorso è una tappa importante verso il riconoscimento definitivo – sottolinea Coldiretti Calabria – che rappresenta il giusto premio all’impegno di quanti hanno creduto e lavorato per un’iniziativa in grado di potenziare e arricchire il tessuto economico e produttivo locale.

 

Questa ulteriore IGP accresce il già ricco paniere calabrese di prodotti con il marchio  comunitario e costituisce solo una delle conferme dei primati alimentari e della bontà delle nostre produzioni. Il riconoscimento di questa eccellenza valorizza come non mai il legame con il territorio, gratifica e da energie nuove  -continua Coldiretti  – alle comunità e  agricoltori dei comuni di Botricello e Belcastro nella provincia di Catanzaro e di Mesoraca, Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Crotone, Rocca di Neto e Strongoli nella provincia di Crotone.

 “Adesso però- afferma Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria – non possiamo cullarci sugli allori e bisogna accompagnare con scelte e misure adeguate questo riconoscimento per fare il bene dell’economia del territorio e quindi dell’impresa. Senza giri di parole Aceto va dritto al problema!

 La necessità di acqua per l’irrigazione costante e senza interruzioni deve essere una certezza perché solo questo permette di investire sul presente e futuro. E’ necessario anzi non più rinviabile, accompagnare l’impegno, l’attività e la caparbietà dei Consorzi di Bonifica di Crotone e Catanzaro che forniscono acqua per l’irrigazione mettendo mano una volta per tutte alla convenzione con “a2a” che deve garantire, con la guida della Regione Calabria, i rilasci nei tempi giusti e con le modalità collegate alla produzione di questo ortaggio.

 Tempi lunghi, incertezze, liturgie anacronistiche e intrecci pericolosi non possono essere più tollerati! Occorre subito procedere  – conclude Aceto – non  a spizzichi e bocconi ma in modo organico e ordinato per avere tempi definiti assumendo impegni realistici e mantenerli con l’obiettivo di risolvere le criticità”.

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