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REGGIO RICORDA LA VITTORIA OLIMPICA DI ANASSILAO


Domani al centro di un incontro al cortile della Villetta De Nava

di REDAZIONE 

REGGIO CALABRIA –  25 AGOSTO 2020 –  Il 2500° anniversario della vittoria olimpica di Anassilao, Signore di Reggio (480 a.C.– 2020) sarà al centro di un incontro promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con la Biblioteca “P. De Nava”, nell’ambito dell’Estate Reggina 2020, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria, Assessorato alla Valorizzazione del Patrimonio Culturale, che si terrà domani, mercoledì 26 agosto, alle ore 18,00 all’aperto presso il cortile della Villetta De Nava.

A trattare il tema, dopo i saluti Dr.ssa Irene Calabrò, Assessore alla Valorizzazione del Patrimonio Culturale, saranno il Prof. Daniele Castrizio e la Prof.ssa Elena Santagati dell’Università di Messina. L’anno in cui Anaxilas consegue la sua vittoria olimpica, il 480 a.C., è un anno fatale per la storia dell’Occidente.

A Salamina (forse nel mese di settembre) la flotta greca comandata da Temistocle sconfisse quella persiana fiaccando per sempre ogni velleità persiana di conquistare la Grecia anche se fino a quel momento l’esercito di Serse sembrava imbattibile avendo vinto alle Termopili i Trecento eroi spartani di Leonida e così aprendosi la via per la Beozia e l’Attica, dove aveva conquistato e incendiato Atene.

In quello stesso 480 a.C., ad Occidente (tra luglio e settembre) in Sicilia, e precisamente ad Imera, le truppe siceliote comandate da Gelone di Siracusa sconfissero i Cartaginesi di Amilcare.

Gli storici greci, seguiti da molti dei moderni, forse non a torto, considerarono quegli eventi come una sorta di scontro di civiltà tra i Greci e i Barbari e l’Oriente perché pur essendo sia i Persiani che i Fenici popoli di antica e raffinata civiltà, erano pur sempre portatori di valori diversi.

L’assolutismo degli imperatori persiani si opponeva all’individualismo dei greci e il senso stesso della democrazia e della libertà erano valori estranei all’Oriente. In quello stesso 480 a.C. il Signore di Reggio, Anaxilas, otteneva ad Olimpia la vittoria nella corsa di bighe trainate da mule. Egli ebbe il merito, grazie anche alla conquista di Messina (Zancle), di realizzare un Regno dello Stretto ricco e potente. La vittoria conseguita ad Olimpia coronava questo suo potere.

Per i signori del tempo infatti una vittoria olimpica era un evento prestigioso e propagandistico, da celebrare con ogni strumento disponibile e Anaxilas fece quel che poteva. Scrive Aristotele che “avendo vinto ad Olimpia con le mule, diede un banchetto per gli Elleni. E qualcuno, avendo visto, disse : “Costui cosa avrebbe fatto se avesse vinto coi cavalli?” Simonide compose l’epinicio ( di cui resta un brevissimo frammento) “Salve, figlie delle cavalle dai piedi di tempesta”.

Polluce – citando sempre Aristotele – aggiunge che “Anaxilas reggino avendo vinto ad Olimpia con una biga, nella moneta dei reggini mise come immagine una biga”. Si tratta di un tetradrammo di peso attico. La lepre che troviamo nel rovescio della moneta secondo lo stesso Polluce è dovuta al fatto che Anaxilas introdusse le lepri in Sicilia.

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