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RECOVERY SUD, A BORGIA LA PROTESTA DEI SINDACI DEL MERIDIONE


Il 22 e 23 maggio attesi nel paese del Catanzarese gli amministratori che contestano il Piano nazionale per la spesa del Revovery. L’assessora Amato: «Ascolteremo i contributi di chi crede nella svolta di un Mezzogiorno consapevole»   

Fonte: Agostino PANTANO (LACNEWS24.IT)

BORGIA (CZ) –  18 MAGGIO 2021 –  Tutto pronto a Borgia per il raduno, in programma nel prossimo fine settimana, degli amministratori meridionali riuniti nella rete Recovery Sud.

 «Ci stiamo preparando ad una assemblea che prevede l’adesione di più di 100 amministratori», spiega Virginia Amato, 27 anni, assessora nel piccolo centro del Catanzarese che si trova alle porte del capoluogo di regione.

Dopo la lettera di protesta mandata al presidente Draghi, e la manifestazione che si è tenuta a Napoli lo scorso 25 aprile, la mobilitazione di Borgia servirà a capire che passi in più possono fare i gonfaloni che, su impulso del Movimento 24 agosto per l’equità territoriale e del sindaco di Acquaviva delle Fonti, Bari, potrebbero puntare anche ad una successiva manifestazione a Roma o Bruxelles.

«Ovviamente – prosegue la referente cittadina del movimento meridionalista – la rete creata è aperta al contributo che può venire dai settori della cultura e della società civile, uno schieramento largo che va oltre l’appartenenza partitica».

Nel municipio dettagliano gli ultimi preparativi di una manifestazione che appare quasi come una svolta storica, con la grinta di biografie giovani che utilizzano i nuovi sistemi di comunicazione per il tam tam e selezionando la logistica di un paese che per 2 giorni, sabato e domenica prossimi, sarà capitale nazionale della questione meridionale, alla luce della delusione provocata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

«Registriamo l’avvicinamento delle Regione del Sud alla nostra piattaforma – prosegue Amato – ma certo ci saremmo aspettati un più incisivo protagonismo. In realtà questa battaglia dovrebbe essere di tutto il Paese perché veramente il Mezzogiorno può essere il traino della ripresa che l’Italia aspetta».

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