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RANDAGISMO, ARGUSTO STUDIA IL DA FARSI


Argusto, veduta

Sindaco ha impartito atto di indirizzo a responsabile ufficio tecnico per affrontare la questione

 di Franco POLITO 

ARGUSTO (CZ) – 13 GIUGNO 2019 –  Garantire la custodia e il mantenimento dei cani randagi catturati sul territorio comunale. 

Un bella sfida. Specie se, come ad Argusto, non esiste un canile comunale e non è prevista la sua costruzione per motivi di anti economicità di gestione in rapporto all’esiguo numero di cani che potrebbero essere custoditi. 

In ogni caso il problema va affrontato. Il sindaco, Valter Matozzo, lo ha fatto impartendo specifico atto di indirizzo al Responsabile del Settore Tecnico perché ponga in essere ogni attività idonea per affrontare a dovere la vicenda.  

Non fosse altro perché, tra l’altro, al primo cittadino compete il controllo della popolazione animale vagante sul territorio di propria competenza.

Poteri e doveri fondati sulla Legge 18 agosto 1991 n. 281. E la legga parla chiaro: Comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono a gestire i canili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile o con soggetti privati che garantiscano la presenza nella struttura di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti dei cani.

Un’altra Legge, la n 41 del 1990, va oltre. In sintesi dispone che i Comuni provvedono a realizzare o comunque garantire la presenza di idonee strutture per il ricovero e la custodia temporanea dei cani, per il tempo necessario alla loro restituzione ai proprietari o al loro affidamento ad eventuali richiedenti, il ricovero e la custodia dei cani per i quali è possibile la restituzione ai proprietari o l’affidamento ad eventuali richiedenti.

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