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QUOTE ROSA, IL TAR RINVIA L’UDIENZA. CIVITASQUILLACE: «MANCANO I PRESUPPOSTI PER UNA PRONUNCIA IN VIA D’URGENZA»

Era diventato il principale argomento dei gruppi di minoranza in Consiglio. Riceviamo e pubblichiamo:

SQUILLACE (CZ) –  14 SETTEMBRE 2019 –  Nella seduta del 10 settembre 2019 il TAR Calabria – Catanzaro ha rinviato la causa all’udienza del 18 dicembre 2019, non pronunciandosi sulla domanda di sospensiva proposta dalla consigliera Anna Maria Mungo e da altre donne di Squillace in merito al rispetto della quota di genere nella composizione della giunta comunale squillacese. 

 Al contrario di quanto affermato dai gruppi di minoranza in consiglio comunale – in questi giorni tutti alacremente impegnati a millantare vittoria sulla questione, mistificando, però, la realtà oggettiva dei fatti – è un dato incontrovertibile che il Giudice Amministrativo, nonostante le insistenze dell’Avvocato della Mungo e del difensore dell’On.le Stumpo, intervenuta nella causa a sostegno delle ragioni delle ricorrenti, ha ritenuto di non pronunciarsi sulla domanda di sospensiva.

Appare opportuno ricordare che la richiesta principale dei ricorrenti era proprio finalizzata a sospendere in via d’urgenza l’efficacia del decreto con il quale il Sindaco Muccari il 28 maggio 2019 nominava assessori Stefano Carabetta, Franco Caccia, Gregorio Talotta e Rosetta Talotta.

 Non occorre una laurea in giurisprudenza per capire che evidentemente il TAR Calabria ha escluso che ci sia l’illegittimità dell’operato del sindaco o un periculum irreparabile come affermavano Mungo, Mesoraca, Stumpo e altri.

Sulla vicenda il Sindaco Muccari è stato chiaro fin dalla seduta d’insediamento del consiglio comunale quando ha puntualizzato come la mancata nomina ad assessore della seconda componente donna dipendesse dalla momentanea indisponibilità a ricoprire la carica da parte della consigliera di maggioranza Cinzia Mellace (a causa impegni personali e professionali), nonché dalla mancata risposta di altre donne all’avviso pubblico promosso dal Sindaco.

In altri termini, il Sindaco Muccari, a fronte delle sterili provocazioni delle minoranze, ha sempre affermato pubblicamente in consiglio comunale e in tutte le sedi che la questione sarebbe stata risolta a breve non appena vi fosse stata la disponibilità di una donna su cui riporre la fiducia.

Con la necessaria onestà intellettuale, a tutti dovrebbe essere chiara la verità. Se vi sono stati sin dall’inizio motivi oggettivi che hanno reso impossibile (sia pure temporaneamente) il rispetto della quota di genere, non si è trattato di un capriccio e meno che meno di un errore.

Quando alcuni giorni addietro la consigliera Mellace, riuscendo a conciliare gli impegni lavorativi e familiari con la nuova carica di assessore, ha manifestato la sua disponibilità, autonomamente, senza l’imposizione di alcuno, senza alcuna pronuncia giudiziale, il Sindaco ha rimodulato la giunta nel rispetto delle quote di genere. In qualsiasi altra parte del mondo, tra persone coscienziose ed animate da sano spirito civico, tale condizione temporanea non sarebbe dovuta diventare motivo di ricorso e di strumentalizzazione politica.

A Squillace, invece, le minoranze hanno voluto ingaggiare una feroce battaglia politica e giudiziaria come se questo fosse il principale problema della nostra comunità, trascinando l’amministrazione nelle sedi legali e costringendola ad un inutile dispendio di risorse economiche e di tempo.

Ebbene il TAR della Calabria, con il rinvio dell’udienza al prossimo 18 dicembre e, soprattutto, con il mancato accoglimento alla prima udienza della sospensiva richiesta dalle ricorrenti, ha senza ombra di smentita, dato un messaggio chiaro sulla correttezza degli atti e delle decisioni assunte dal sindaco Muccari. 

Appare quanto mai singolare che le opposizioni, affiancate da altri soggetti il cui impegno istituzionale dovrebbe essere finalizzato alla tutela dei diritti delle donne, non abbiano nemmeno per un attimo compreso le ragioni oggettive che hanno reso praticamente impossibile la nomina ab initio della seconda componente femminile in giunta.

Ci si chiede, è questo il modo corretto di tutelare l’interesse le esigenze delle donne? Qualcuno dei ricorrenti ha sentito il bisogno di parlare con la nostra consigliera e comprendere le sue difficoltà del momento? Le opposizioni hanno compreso che la mancata nomina della seconda assessora è dipesa da momentanee difficoltà oggettive? Al posto del confronto e del dialogo i gruppi di minoranza antepongono lo scontro e l’attacco con un atteggiamento da primi della classe a cui il TAR ha dato invece la giusta collocazione. 

Sarebbe opportuno che per il futuro i gruppi di minoranza invece di concentrarsi su cause perse, che comunque determinano spreco di tempo e di risorse a danno dell’intera comunità, svolgessero il loro ruolo in maniera più concreta e costruttiva.

Se poi qualcuno pensa di misurare il proprio operato dal numero di denunce e non già dai progetti presentati e dalle soluzioni attuate per dare risposta ai cittadini, facciano pure.

Squillace ha sempre avuto una ben identificata cultura politica che lontana anni luce da questi metodi e  dall’operato delle amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso di svariati decenni.

Senza poi contare che la prudenza, anche in politica è quanto mai necessaria, diversamente  si parte sicuri di bastonare e, come in questo caso, si torna a casa con le ossa rotte. 

CivitaSquillace, Gruppo di maggioranza al Comune di Squillace