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QUARTO FURTO TENTATO IN CINQUE GIORNI AL CENTRO CALABRESE DI SOLIDARIETÀ, È ALLARME


Anche ieri, dopo l’ennesimo tentativo di scasso, è intervenuta la polizia di Stato che sta conducendo le indagini sui ripetuti tentativi che hanno destato sconcerto tra gli operatori del centro a Catanzaro

di REDAZIONE

CATANZARO –  10 GIUGNO 2020 –  Quarto tentativo di furto, in cinque giorni, nella sede del Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro.

I malviventi sono riusciti a portare via, la prima volta, alcuni oggetti, ma non sono mai riusciti a superare un cancello posto a protezione delle sale utilizzate per le attività del centro, un Ente no-profit che opera nel campo del disagio e dell’emarginazione delle fasce sociali più deboli, con particolare attenzione alla prevenzione, al recupero ed al reinserimento socio-lavorativo di soggetti con problemi di dipendenza patologica e di donne vittime di violenza.

Anche ieri, dopo l’ennesimo tentativo di scasso, è intervenuta la polizia di Stato che sta conducendo le indagini sui ripetuti tentativi che hanno destato sconcerto tra gli operatori del centro.

“Il Centro calabrese di solidarietà è una eccellenza del terzo settore nella realtà calabrese. E questo grazie alla professionalità e allo spessore umano di chi da anni si occupa del disagio e dell’emarginazione giovanile, attraverso l’accoglienza, il prendersi cura e l’attivazione di azioni di reinserimento sociale di soggetti svantaggiati quali donne vittime di violenza, tossicodipendenti, alcooldipendenti, immigrati, giovani disagiati e famiglie in difficoltà. In questi giorni difficili, il mio pensiero e la mia sincera vicinanza va, oltre che alla presidente Isa Mantelli e alla direttrice amministrativa, Vittoria Scarpino, in particolare a quegli operatori che da giorni si recano al lavoro, nel settore Prevenzione sito in via Fontana Vecchia, con l’ansia e la preoccupazione di trovare ancora una volta porte scardinate, impianti elettrici manomessi, oggetti sottratti”.

E’ quanto afferma il consigliere regionale del Partito democratico, Libero Notarangelo, che esprime rammarico e preoccupazione in merito all’ennesimo danneggiamento perpetrato ai danni del Centro calabrese di Solidarietà.

“Lavorare in queste condizioni, quando non c’è serenità sufficiente per dare il meglio agli altri che sono in difficoltà e chiedono aiuto e comprensione, richiede uno sforzo ancora più meritorio – afferma ancora Notarangelo -. Al quarto tentativo di furto e scasso in pochi giorni, c’è da chiedersi: ci troviamo davanti solo ad episodi ascrivibili alla dimensione delle semplici bravate notturne firmate da ragazzacci alticci?

Non è che per caso dietro il polverone dei danneggiamenti seriali c’è la firma più importante di qualcuno che viene infastidito dalla eccellente attività di recupero e prevenzione del Centro calabrese di solidarietà?

Sono interrogativi che alla luce di quanto è accaduto in questi ultimi giorni trovano quanto meno una ragionevole giustificazione. E’ arrivato il momento di mostrare vicinanza al Cccs – conclude Notarangelo – alla sua direzione, ai suoi operatori ed educatori con azioni mirate a fare chiarezza, e a prevenire ulteriori danneggiamenti: dall’attivazione di un adeguato sistema di videosorveglianza, al di là della titolarità del caso, ad un potenziamento dell’azione di controllo, le istituzioni devono fare la propria parte per evitare che lo sconforto abbia la meglio, salvaguardando questo punto di riferimento importante per la comunità calabrese, tutta”.

“Nei confronti del Centro calabrese di solidarietà è in atto un vero e proprio attacco da parte di balordi che rischiano di minare il lavoro straordinario portato avanti dalla onlus di Catanzaro.

Le istituzioni devono dare una risposta netta, a partire dalla immediata attivazione del sistema di videosorveglianza presente nella zona ma mai entrato in funzione”, afferma il segretario nazionale della Federazione Sindacale di Polizia, Giuseppe Brugnano, commentando il quarto tentativo di furto, in cinque giorni, all’interno dell’ente no profit di Catanzaro.

“I ripetuti tentativi di furto, quattro in cinque notti, feriscono una intera comunità – aggiunge Brugnano – per questo, bisogna attivare immediatamente il servizio di videosorveglianza, ritenendo paradossale che non siano mai state attivate così come trapela. Infine, l’intera comunità di Catanzaro deve dare una risposta corale di vicinanza e sostegno ad un centro in prima linea con le persone in difficoltà”.

“Non deve essere per nulla piacevole recarsi sul proprio posto di lavoro, che già si svolge in un contesto delicato perché messo a servizio di fasce della società deboli e marginalizzate dal disagio, e avvicinarsi alla soglia dell’ufficio con l’ansia mattutina di trovare porte scardinate e armadietti spogliati.

Gli operatori del Centro calabrese di solidarietà che da giorni si trovano a fare i conti con danneggiamenti e tentati furti devono essere messi nelle condizioni di lavorare in tranquillità: parliamo di professionisti del terzo settore di un Ente no-profit che opera in contesti delicati come quelli della prevenzione, del recupero e del reinserimento socio-lavorativo di soggetti con problemi di dipendenza patologica, di donne vittime di violenza, che meritano il massimo sostegno delle Istituzioni e della comunità in cui operano da anni con importanti risultati”.

E’ quanto afferma Roberto Guerriero, già consigliere comunale di Catanzaro che esprime la propria solidarietà alla direzione e agli operatori del Centro calabrese di solidarietà. “Il Settore Prevenzione del CCS è ospitato in locali di proprietà comunale.

Possibile che l’amministrazione guidata dal sindaco Sergio Abramo non ha migliore strategia di tutela del centro che affidarsi ad una mozione del gruppo di Forza Italia con cui spera di ‘spillare’ soldi alla Regione – si chiede Guerriero -. Ma quelle telecamere che sono installate nei locali del Centro Polivalente, sono piazzate a titolo decorativo? Parliamo di inutile arredo urbano?

Per quale motivo non vengono messe in funzione, o non si attivano i meccanismi utili al superamento degli ostacoli alla messa in rete di un impianto che, da tempo, si annuncia debba essere ampliato e potenziato? Per la serie, “Safety City” o niente.

Ricordare l’affaire del progetto di videosorveglianza della città capoluogo di regione (900 telecamere da installare per l’importo di oltre 23 milioni di euro) con incarico di realizzazione del sistema affidato ad una società israeliana?

Dato che domani tornerà a riunirsi il Consiglio comunale – conclude Guerriero – ci spieghi il sindaco Abramo cosa intende fare per salvaguardare l’incolumità e la tranquillità di questi operatori e di queste operatrici che dovremmo ringraziare almeno prendendoci cura della loro sicurezza. Lo chiede un ex consigliere, visto che della minoranza nell’aula rossa vi è troppa timidezza”. 

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