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QUANDO L’ABBANDONO E LA BUROCRAZIA IMPOVERISCONO UNA TERRA RICCA, SALVIAMO TORRE CASAMONA A RIACE


Riceviamo e pubblichiamo:

RIACE (RC) –  19 SETTEMBRE 2020 – L’antica torre di guardia Casamona di Riace rischia di crollare, un allarme lanciato più di due anni fa, non solo mediatico, ma anche con e mail alla Sovrintendenza e alla Direzione Regionale del Mibact, traccia storica della cittadina locridea, patria dei Guerrieri  Bronzei , patrimonio inestimabile dell’UNESCO che avrebbero  dovuto far emergere turisticamente ed economicamente  questa zona, ma che di fatto l’hanno lasciata quasi “ghettizzata” nell’abbandono e nell’inoperosa programmazione di rilancio che di fatto non vi è stata.

Non basta questo, aggiungiamo che l’unica forte traccia storico culturale e architettonica esistente , e’ rimasta solo negli appelli di tanti cittadini che ci tengono al territorio e nell’accurato sopralluogo e misurazione che Università Mediterranea ha compiuto di recente, al solo fine di avere le dimensioni e individuare i materiali di costruzione, visto che la stessa torre Casamona è inserita in quel codice Carratelli che portava a difesa la costa jonica e non solo dagli assalti che imperversavano un tempo che fu. 

Un degrado del monumento che oggi aspetta delle risposte concrete nei fatti, sono finiti i tempi degli appelli , delle proteste e manifestazioni in favore della stessa, perché non si può perdere una torre, realizzata intorno alla metà del 1500, costituita da due stanze sovrapposte e in origine anche da un terrazzo merlato che il tempo e il precedente abbandono hanno cancellato, facendola diventare con il prossimo crollo un semplice e anonimo rudere, deprezzando e impoverendo una di una perla storica non solo Riace , ma anche la Calabria.

La prima salvaguardia, sarà quella di metterla in sicurezza e salvarla, dopo logicamente chi ne è responsabile e addetto, ha il compito e il dovere di valorizzare questo sistema difensivo storico che rafforza la storia di un territorio e potrebbe dare qualche opportunità a chi attorno ad essa, istituzioni pubbliche o soggetti privati, potrebbero  investirci creando economia ed offrendo così nel prodotto turistico di Riace quel qualcosa in più.

Non interessano le polemiche, non servono più ulteriori comunicati, oggi servono fatti, atti al rilancio di questa zona che ha tante ricchezze e che non riesce a salire quel dignitoso gradino di crescita e di intelligente programmazione turistico- culturale in favore esclusiva del bene e dell’economia dei cittadini che la popolano.

Gianpiero TAVERNITI

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