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PRIMO PIANO – TORRE DI RUGGIERO – Emergenza cinghiali, il sindaco anticipa la caccia


Da sx: Rotiroti, Pitaro e Martelli durante la conferenza stampa

Da sx: Rotiroti, Pitaro e Martelli durante la conferenza stampa

Il primo cittadino Pino Pitaro ha emesso ordinanza con cui ha anticipato di 15 giorni le battute contro quello che ormai è diventato un vero flagello

di Franco Polito

TORRE DI RUGGIERO (CZ) – 5 SETTEMBRE 2014 –  Troppi cinghiali. Tanti cinghiali. Ce ne sarebbero circa sei mila. Il numero, nettamente superiore ai livelli prefissati dal Piano faunistico venatorio provinciale, è cresciuto esponenzialmente dallo scorso marzo, quando vennero avvistati i primi branchi. Qualcuno sottolinea la loro sorprendente capacità riproduttiva.

Ormai il problema ha assunto i caratteri della calamità e del pericolo assoluti. Invadono tutto. I noccioleti. Le campagne. Le zone rurali. Ultimamente si sono spinti fino al centro abitato del borgo torrese con grave pericolo per l’incolumità fisica dei cittadini. E distruggono tutto. Raccolti, nocciole e prodotti agresti. Un vero flagello per il lavoro e l’economia rurale del posto, fonte primaria di sostentamento delle famiglie.

Da tempo il sindaco Pino Pitaro ha chiesto aiuto a Regione, Provincia e prefettura di Catanzaro. Fino ad ora, esclusa il generico riscontro dall’ufficio territoriale di Governo, nessuna soluzione al problema. Nessuna risposta concreta da nessuno. Stando così le cose, amministrazione comunale e Consorzio per la valorizzazione della nocciola la questione hanno deciso di affrontarla da soli.

Il come è emerso qualche ora fa nel corso di una conferenza stampa convocata dal primo cittadino nella sala consiliare dello storico Palazzo Martelli. E la notizia uscita dalla bocca di Pitaro, affiancato dal presidente del Consorzio Giuseppe Rotiroti e dal vice Piero Martelli, è destinata a fare notizia. Per provare ad arginare quello che ormai è divento un dramma economico, ambientale, igienico e di sicurezza fisico – individuale, il sindaco ha emesso ordinanza disponendo l’apertura anticipata di 15 giorni della caccia al cinghiale limitatamente al territorio Torrese da svolgersi secondo le norme in vigore e il calendario venatorio.

Con il provvedimento, inoltre, Pitaro ha autorizzato alla caccia le forze di polizia provinciale, i proprietari dei terreni ubicati nel territorio comunale, in possesso delle autorizzazioni legali assieme al porto d’armi e iscritti nelle squdre che praticano la caccia al cinghiale secondo l’area già assegnata dal Piano faunistico provinciale, e i selecontrollori già formati e autorizzati.

A mali estremi, estremi rimedi oppure il fine giustifica i mezzi verrebbe da pensare. Ma nell’atto di imperio del sindaco c’è qualcosa di più. <<C’è – ha spiegato Pitaro – un messaggio rivolto alle altre istituzioni per dire che qui, su questo territorio, siamo di fronte ad una grave minaccia contro la quale intervenire con misure studiate a un tavolo di concertazione fra tutti gli attori territoriali, nessuno escluso. Già domani mi aspetto una telefonata dalla Regione, dalla Provincia e dalla prefettura. In caso contrario la situazione precipiterà sempre di più>>.

Lo sa Pitaro, e non lo ha nascosto ribadendo più volte di volersi assumere tutte le responsabilità, che un’ordinanza di questo tenore è <<atto forte, nuovo, storico e che non piacerà a molti>>. Ma di fronte alla sicurezza della popolazione di Torre ha detto di non riuscire più a stare con le mani in mano. <<Per me – ha sottolineato – l’incolumità dei miei cittadini viene al primo posto. Ho il dovere di difenderli. Ho il dovere di difendere questo territorio, luogo bellissimo ma che ha bisogno delle istituzioni per rimanere ancora vitale e non spopolarsi ulteriormente>>.

Il sasso nello stagno l’ha lanciato. Tocca ad altri allargare i cerchi sull’acqua. <<Mi auguro – ha aggiunto – che i sindaci del comprensorio mi seguano emettendo un’ordinanza simile>>. D’altronde le guerre tra poveri non hanno mai pagato. Non frutteranno nemmeno da queste parti. << Se non restiamo uniti – ha insistito Pitaro – non ce la faremo. Non andremo da nessuna parte. Resteremo sempre ancorati a un territorio debole politicamente e di conseguenza fragile anche sul piano economico e sociale>>.

Messaggio chiaro per tutti. I cacciatori, i coltivatori e le famiglie presenti in sala hanno ascoltato con attenzione. Da domani, se ci saranno, sapremo qualcosa sulle reazioni all’ordinanza. Classe politica, ambientalisti, autorità militari e sanitarie sono state chiamate. Tocca anche a loro. Copia dell’ordinanza, infatti, è già stata trasmessa al prefetto catanzarese, al commissario della Provincia di Catanzaro, al Corpo Forestale dello Stato, al comando di polizia municipale di Torre, ai sindaci e ai vigili urbani dei comuni limitrofi oltre al servizio veterinario dell’Asp di Catanzaro.  

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