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PRIMO PIANO – SQUILLACE (CZ) – Casa bruciata dai ladri, famiglia chiede aiuto alla comunità


Come si presenta la casa della famiglia squillacese dopo l'incendio

Come si presenta la casa della famiglia squillacese dopo l’incendio

La coppia per ora sta vivendo in una roulotte assieme alla figlia di nove anni. Per mangiare, si va in pizzeria e in trattoria

Fonte: articolo e foto di Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud, 27 agosto 2014)

SQUILLACE (CZ) – 28 AGOSTO 2014 – Tutta la loro casa è disseminata di cenere. Le fiamme non hanno risparmiato nessun angolo dell’abitazione. Una famiglia di contrada “Fiasco Baldaya” di Squillace si trova in una situazione veramente impossibile.

Tutto è cominciato l’8 agosto scorso, quando R.G., giostraio, e L.G., cantante itinerante,  facendo ritorno a casa, hanno dovuto assistere ad uno spettacolo terrificante: ignoti erano penetrati nella loro abitazione, dopo avere forzato una finestra, ed hanno rubato due computer e un televisore e poi hanno appiccato il fuoco in tutte le stanze. Sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri di Squillace. In fumo è andata l’attrezzatura audio che la cantante teneva in una stanza adibita a sala prove, i letti, i mobili, la cucina, addirittura tutti i vestiti.

Di punto in bianco la coppia, che ha una figlia di 9 anni, si è ritrovata senza casa e senza niente. L’unico ricovero rimasto, il grosso furgone utilizzato per il lavoro di giostraio. La sofferenza della famigliola si tocca con mano: i tre stanno vivendo il momento più difficile della loro vita, con dolore, ma anche con coraggio, visto che si stanno dando da fare per rimettere a posto la casa e ripulirla dalla cenere che invade pavimenti, pareti e le poche suppellettili rimaste.  

La loro abitazione si trova alla fine della strada che attraversa il quartiere di “Fiasco”, in aperta campagna. Per arrivarci occorre attraversare anche un tratto accidentato e scosceso. Le giornate trascorrono in maniera dura, con il caldo di questi giorni e in condizioni igieniche precarie; soprattutto con pochi soldi a disposizione. A R.G. e L.G., comunque, non manca la forza di volontà, che permette loro di andare avanti e di credere in una ripresa.

«Stiamo soffrendo molto – ci dice la donna, con gli occhi lucidi – perché abbiamo una bambina, a cui non abbiamo mai fatto mancare nulla. Desidereremmo un aiuto concreto dalla società civile. Qualcuno che ci dia una mano a ripulire tutto, un operaio che ritinteggi le pareti, qualche mobiliere che ci possa offrire mobili anche usati, un materasso, un letto».

Per ora i tre dormono in una roulotte, gentilmente offerta in prestito da un collega del giostraio. Per mangiare, si va in pizzeria e in trattoria. La coppia ha chiesto anche l’aiuto degli amministratori locali, i quali hanno fatto e stanno facendo tutto il possibile per venirle incontro, avviando anche una raccolta di offerte in denaro, mentre il sindaco ha messo a disposizione un’abitazione popolare nel centro storico o l’allocazione momentanea in una casa protetta.

«Purtroppo la casa offertaci è sprovvista di tutti i servizi – sostiene L.G. – e poi non vogliamo portare nostra figlia in una casa-famiglia. Noi dobbiamo restare qui, a casa nostra, per poter continuare a rimetterla a posto e tornare a vivere la nostra vita tranquillamente, con i proventi del nostro lavoro».

L’appello di R.G. e L.G. è chiaro: portare alla ribalta la loro storia, perché la comunità dia un aiuto concreto.

 

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