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PRIMO PIANO – DAVOLI (CZ) – Morto neonato, aveva solo 4 giorni


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Indagati medici e infermieri. Il piccolo è stato portato prima nell’ospedale di Soverato e poi al “Pugliese-Ciaccio” del capoluogo. Sulla vicenda interviene il Garante per l’Infanzia

di Redazione

DAVOLI (CZ) –  7 SETTEMBRE 2014 – Aveva solo quattro giorni di vita Matteo. Era nato il 3o agosto all’ospedale di Soverato, nel catanzarese. E’ morto il 3 settembre in quello di Catanzaro dove era giunto in condizioni disperate a bordo di un’ambulanza.  

Sul decesso del piccolo la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta. Nel registro degli indagati – si tratta solo di un atto dovuto che non significa colpevolezza ma di procedura dettata dalla necessità di verificare il rispetto dei protocolli sanitari – sono finite undici persone tra medici e infermieri degli ospedali di Catanzaro e Soverato con l’accusa – anche qui simo solo sul piano delle ipotesi – di omicidio colposo in concorso tra persone.

Ieri, infatti, sono state eseguite le verifiche tecniche sulla strumentazione utilizzata per salvare la vita di Matteo. Le valutazioni, richieste dal legale della famiglia del piccolo Cosimo Albabese, sono state condotte dal  Nucleo Operativo dei carabinieri di Soverato e dal consulente tecnico nominato dalla Procura, il professor Giulio Di Mizio dell’università degli studi Magna Graecia di Catanzaro. Gli accertamenti hanno riguardato la strumentazione dell’ospedale di Soverato  e l’ambulanza su cui Matteo da Soverato è stato trasferito a Catanzaro. 

Il giorno dopo il parto, Matteo e la mamma erano stati dimessi. Tempo due giorni e il neonato ha cominciato a stare male.  Malissimo. Da quanto appreso il  neonato è stato portato in un primo momento al nosocomio di Soverato. Poi, dopo un’attesa che sarebbe durata qualche ora, la corsa in ambulanza all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Portato in terapia intensiva, subito dopo è morto. 

Ora la famiglia chiede di sapere cosa sia successo. Per domani è previsto l’esame autoptico sul corpicino del piccolo per verificare la presenza o meno di eventuali malformazioni congenite non  rilevate alla nascita. Un tassello che aiuterà il pubblico ministero Vincenzo Luberto nelle sue indagini. 

Intanto sulla vicenda va registrato l’intervento del Garante per l’Infanzia, Marilina Intrieri . <<Ho chiesto oggi all’ospedale civile di Soverato – si legge nella nota del Garante  – di riferire su: l’organizzazione del punto nascita nel quale Matteo è nato, la relativa assistenza pediatrica e le condizioni obiettive del bimbo al momento delle dimissioni, al fine di vigilare sul rispetto delle linee guida vigenti. Sempre al fine di consentire l’esercizio del potere di vigilanza sulla effettiva tutela, ovvero violazione del diritto alla vita di cui Matteo era titolare ho chiesto all’ospedale ‘Pugliese Ciaccio’ di Catanzaro di trasmettere copie degli esami eseguiti al momento del suo arrivo, le decisioni medicalmente rilevanti assunte e la causa della morte identificata dai sanitari>>.

<<Le richieste – aggiunge il Garante –  compatibilmente alle indagini e ai procedimenti giudiziari eventualmente in corso sono fatte essendo il Garante dell’infanzia istituito per predisporre processi di protezione minorile secondo forme pre/meta giurisdizionali, orientati al principio di effettività e garanzia e avendo competenza di intervenire nei procedimenti amministrativi ai sensi della legge n. 241/1990. ” Il diritto alla vita è diritto immanente, fondamentale ed inviolabile, solennemente proclamato nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, presupposto sul quale s’inseriscono tutti gli altri diritti umani riconosciuti dall’ordinamento. Il diritto alla vita dunque, come più volte ribadito dalla Corte Costituzionale, attiene, “all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana”, segnatamente articoli 2 e 27”>>.

 

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