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PRESUNTI BROGLI ELETTORALI E CASO “MIRAMARE”, MASSIMO RIPEPI (CI) PRIMO FIRMATARIO MOZIONE PER TUTELA CITTÀ DI REGGIO CALABRIA


Chiede immediata costituzione parte civile e azioni di risarcimento danni

di REDAZIONE 

REGGIO CALABRIA  –  13 DICEMBRE 2021 –  È Massimo Ripepi, coordinatore provinciale per Reggio Calabria di ‘Coraggio Italia’ e consigliere comunale, il primo firmatario della mozione  indirizzata al presidente del consiglio comunale e al sindaco facente funzioni e denominata “Inchiesta presunti brogli elettorali elezioni comunali 2020 e caso “Miramare” – Azioni opportune a tutela del Comune di Reggio Calabria”.

Sul documento ci sono le firme anche degli altri consiglieri comunali Gianluca Califano (Coraggio Italia), Antonino Minicuci e Giuseppe De Biasi (Lega), Demetrio Marino (FdI) e Guido Rulli (Lista Civica). 

In merito ai presunti brogli elettorali, gli esponenti del centrodestra chiedono anche alla giunta comunale «qualora l’autorità giudiziaria dovesse optare per il rinvio a giudizio di tutti gli indagati» di «costituirsi tempestivamente “parte civile” nell’instaurando processo, onde tutelare il diritto di voto dei cittadini danneggiati dai presunti brogli elettorali». 

«Tale comportamento – aggiungono –  dovrà essere mirato a coinvolgere pure tutta la cittadinanza, avendo essa subito gravissimi danni e non solo d’immagine che colpiscono altresì l’Istituzione comunale quale soggetto giuridico pubblico».   

Sul caso “Miramare”, invece, sollecitano di «valutare il più opportuno strumento giuridico tra la costituzione di parte civile e immediata attivazione di separate azioni civili contro quei soggetti nei confronti dei quali sia contestato un reato qualificabile come reato anche contro il patrimonio della Pubblica Amministrazione». 

Sempre sul caso “Mirarmae” chiedono, altresì, di «valutare azioni civili di risarcimento danni, anche non patrimoniale e di immagine, verso tutti quei soggetti cui sono contestati, reati di vario genere, anche all’esito dell’accertamento in via definitiva della penale responsabilità» e, in ogni caso, «l’opportunità di presentare ai fini della relativa approvazione specifici atti di indirizzo volti ad assumere le determinazioni di cui sopra aventi ad oggetto l’indagine sui presunti brogli elettorali e sul caso Miramare».

 Tra le altre cose, i consiglieri comunali firmatari ricordano che sull’ inchiesta dei brogli elettorali relativi alle elezioni amministrazione 2020 è stata aperta un’indagine, in relazione a presunti brogli commessi in occasione delle elezioni amministrative di Reggio Calabria, dettata da una intuizione investigativa della Questura di Reggio Calabria e successivi accertamenti della Digos, che ha condotto, su richiesta del Procuratore di Reggio Calabria nel mese di dicembre 2020, all’arresto di un consigliere comunale e di un presidente di seggio. 

«A seguito di interpellanza urgente presentata alla Camera dei Deputati  –  rammentano –  il Ministero dell’Interno ha notiziato lo svolgimento di ulteriori accertamenti anche in sede amministrativa tramite la locale Prefettura con riguardo ai presunti brogli elettorali». 

Mentre per il caso “Miramare” Ripepi e gli altri consiglieri firmatari rinfrescano la memoria sul fatto che  il Tribunale di Reggio Calabra ha condannato il sindaco della città, Giuseppe Falcomatà con accusa di abuso d’ufficio per presunte irregolarità nelle procedure di affidamento. 

Quindi concludono sottolineando che «per il sindaco e per gli altri soggetti coinvolti è scattata la sospensione per un periodo di 18 mesi come previsto dalla “legge Severino”».

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