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PRESUNTA AGGRESSIONE OMOFOBA A VALLEFIORITA, LA DENUNCIA DELL’ARCIGAY “DUE MARI”


Donna si sarebbe trovata sul balcone a fumare una sigaretta quando avrebbe sentito gli insulti proferiti dal vicino di casa “Lesbica schifosa puttana! Ti dovrebbero ammazzare! Sto parlando proprio con te, lesbica schifosa!”. Poi la presunta testata al volto

 di REDAZIONE

 VALLEFIORITA (CZ) –  27 MAGGIO 2021 –  Presunta aggressione omofoba a Vallefiorita.

Lo rende noto il comitato Arcigay “I Due Mari” e il consigliere Bruno Giordano.

Il comitato ricostruisce passo passo quanto accaduto nella giornata di giovedì 20 maggio, quando la donna, che vive a Vallefiorita, sarebbe stata prima insultata da un vicino di casa e poi sarebbe stata aggredita.

Stando a quanto riferisce il Comitato, la donna si sarebbe trovata sul balcone a fumare una sigaretta quando avrebbe sentito gli insulti proferiti dal vicino di casa “Lesbica schifosa puttana! Ti dovrebbero ammazzare! Sto parlando proprio con te, lesbica schifosa!”.

La donna sarebbe quindi scesa al piano dove risiede l’uomo  e sarebbe stata colpita da una testata.

Aggressione che sarebbe portata avanti, come scrive il comitato, dalla “moglie del vicino e di altri due adulti”, che avrebbero immobilizzato la donna e le avrebbero sottratto il telefono.

La donna sarebbe stata al telefono con la fidanzata, non residente in Calabria, che “ha udito nitidamente gli insulti e la richiesta di aiuto della sua compagna durante l’aggressione”, scrive il comitato.

La donna avrebbe poi contattato il 112 e sarebbe stata raggiunta da una pattuglia dei Carabinieri.

La donna si sarebbe rivolta alla guardia medica e poi si sarebbe recata al pronto soccorso di Catanzaro per sottoporsi ad accertamenti.

La donna si sarebbe anche rivolta al dentista per un “fastidio scaturito a seguito della violenza subita”.

Il comitato si appella quindi al sindaco di Vallefiorita: “Ci appelliamo a loro affinché facciano il possibile per tutelare la donna: ora più che mai ha bisogno del sostegno di tutte le figure che sono a garanzia delle norme presenti sulla nostra Costituzione, in attesa che il disegno di legge Zan possa essere definitivamente approvato.

A tal proposito, riscontriamo l’ennesimo caso in cui il ddl in questione sarebbe stato fondamentale per fronteggiare queste gravi violazioni di diritti umani”. 

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