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PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE A PALERMTI, UN’ALTRA FUMATA GRIGIA


Palermiti, municipio

Maggioranza e opposizione non riescono a trovare un punto di equilibrio 

di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud, 26 feb 2021)

PALERMITI (CZ) –  27 FEBBRAIO 2021 – Ancora un nulla di fatto per l’elezione del presidente del consiglio comunale di Palermiti.

Il consiglio si è riunito martedì scorso per procedere, tra l’altro, all’elezione della figura presidenziale dell’assemblea, ma la pratica è stata nuovamente ritirata e rinviata ad altra riunione, come già accaduto nello scorso mese di dicembre.

Quella volta il motivo del rinvio era dovuto al fatto che non erano decorsi i trenta giorni previsti per la pubblicazione all’albo pretorio della delibera sulla modifica dello statuto comunale relativa all’istituzione della figura del presidente del consiglio.

Nel dibattito, il capogruppo dell’opposizione Roberto Giorla aveva preannunciato il voto contrario del suo gruppo, in quanto «allo stato attuale la carica di presidente del consiglio non è rilevante giacché le relative funzioni sono svolte dal sindaco e l’indennità è solo una spesa per l’ente».

 La modifica dello statuto comunale con l’introduzione della figura del presidente, incarico che è stato sempre svolto dal sindaco, era stata operata dalla maggioranza a fine ottobre.

Nella seduta di martedì, il consigliere Giorla ha fatto mettere a verbale un parere del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno relativo ad una situazione simile a quella di Palermiti che in sintesi rileva che il presidente del consiglio comunale potrà essere eletto solo dopo le nuove elezioni.

In pratica, qualora un ente con popolazione inferiore a 15.000 abitanti abbia modificato il proprio statuto prevedendo la figura del presidente del consiglio comunale, si ritiene che l’elezione di tale figura debba intervenire successivamente al rinnovo degli organi attualmente in carica.

Giorla, nel suo intervento in consiglio, ha sostenuto che il presidente doveva essere nominato nella seduta di insediamento della nuova assemblea, il 3 ottobre scorso.

«Voi – ha rimarcato, rivolgendosi alla maggioranza – volete eleggere una figura che non può essere eletta, rischiando di compromettere l’attività e la stabilità del Comune».

Secondo il sindaco Domenico Emanuele, invece, quello addotto dal consigliere di minoranza è solo un quesito con conseguente relativo parere e che altri piccoli comuni limitrofi hanno istituito ed eletto la figura del presidente del consiglio in sedute successive a quella d’insediamento senza che ne sia stata mai dichiarata l’illegittimità né siano stati adottati provvedimenti tali da inficiare la stabilità e la funzionalità degli stessi enti.

Si attendono ora le prossime mosse dell’amministrazione Emanuele per giungere ad una soluzione dell’intricata vicenda.

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